Campo rom, torna l’insicurezza

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Nuovi preoccupanti sviluppi sulla questione dei campi rom in via Salviati. Il presidio fisso dei vigili urbani installato recentemente sarà probabilmente soppresso, la viabilità non sarà ancora ripristinata e l’Ama chiede finanziamenti per il ritiro dei rifiuti dai campi. Questo il quadro disegnato dalla seconda riunione operativa tenutasi ieri mattina presso il Municipio V.

All’incontro, convocato dal presidente Caradonna, erano presenti i responsabili delle associazioni cittadine assieme a vigili urbani, polizia e ferrovie dello Stato. Grande assente il Comune di Roma, l’ente che, per competenze, ha le maggiori prerogative di intervento. «Il Campidoglio – ha dichiarato infatti Caradonna al termine del vertice – snobba i problemi del territorio e con l’assenza del vice sindaco Belviso e degli assessori Visconti e Funari dimostra di non tenere in considerazione l’emergenza rom».

A più di un mese di distanza dal sopralluogo ai campi da parte delle istituzioni, il bilancio è dunque parzialmente positivo ma non sufficiente: il presidio dei vigili aveva infatti costretto i nomadi di etnia slava a spostare altrove le proprie attività ma, con l’arrivo del caldo dei prossimi mesi, sarà probabilmente soppresso e tutto tornerà come prima. Sul versante viabilità, i tempi saranno ancora lunghi. Le ferrovie dello Stato, che dovranno riaprire al transito le strade adiacenti il campo modificandone i percorsi, non hanno ancora ricevuto il via libera del Comune alla rimozione di un’abitazione abbandonata che impedisce i lavori. Anche i rifiuti resteranno dove sono e continueranno a essere bruciati. L’Ama infatti chiede, per la loro rimozione dai campi, il pagamento dell’intervento. Sul punto però i cittadini sono fermi: «C’è bisogno di una seria politica di controllo sociale» e promettono battaglia: «Se il sindaco non ci ascolta porteremo la protesta sotto il Campidoglio».

Vincenzo Nastasi