Oltre sette tonnellate di polpi “contraffatti”

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Maxi-sequestro di oltre 7 tonnellate di polpi, sospettati di essere di provenienza non chiara. L’enorme quantitativo di pesce, intercettato la scorsa settimana a Pomezia, è stato inviato presso i laboratori di analisi autorizzati per l’identificazione della specie.

L’importante operazione sul controllo delle filiera ittica è stata condotta dagli uomini della Capitaneria di porto di Roma che ha sede a viale Traiano, a Fiumicino. Location dell’attività una piattaforma di stoccaggio e smistamento per la grande distribuzione situata nella zona di Pomezia. Gli uomini agli ordini del comandante Lorenzo Savarese hanno immediatamente sospettato che il prodotto sequestrato, benché spacciato per Octopus vulgaris, meglio noto come polpo verace, proveniente dall’oceano Pacifico, non fosse in realtà polpo verace bensì una specie asiatica di qualità inferiore. Pertanto, parte del prodotto è stato sottoposto ad approfondite analisi nei laboratori autorizzati per accertarne la corrispondenza con quanto dichiarato in etichetta a garanzia dei consumatori. Ciò permetterà di verificare che non sia attuata una sostituzione di specie.

Anche questa operazione, come tutti i controlli sulla filiera della pesca effettuati su disposizione della Direzione generale della pesca del comando generale e il coordinamento della Direzione marittima di Civitavecchia, è volta principalmente a bloccare l’importazione e la commercializzazione di prodotti ittici di origine diversa da quanto dichiarato, a contrastare le frodi alimentari, garantendo la sicurezza del pescato che arriva sulle tavole dei consumatori e tutelando gli onesti lavoratori.

Maria Grazia Stella