I liceali al lavoro contro l’omofobia

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Gli studenti dei licei contro l’omofobia. Più di quattromila studenti delle scuole superiori, tra Italia, Belgio, Estonia e Olanda, si sono impegnati contro le discriminazioni verso lesbiche, gay e trans. Finanziata dall’Unione Europea, l’iniziativa ‘Voice Out’, parte del progetto europeo Niso coordinato dalla Provincia di Roma, che vede il Gay Center come partner italiano, ha visto la partecipazione di tre licei romani: il Giordano Bruno, il Socrate e il Vivona.

Le ragazze e i ragazzi hanno dato vita una proposta politica e di comunicazione per combattere l’omofobia. In ogni scuola coinvolta si sono organizzati in due gruppi con l'obiettivo di dare voce alle loro opinioni e sviluppare strumenti anti-discriminazione. Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti ha partecipato ieri all’evento conclusivo del concorso presso l’Itis Galilei di Roma durante il quale è stato premiato il gruppo di lavoro "DiscriminAction" del liceo Socrate. Per gli studenti vincitori un viaggio a Bruxelles dove presenteranno una proposta al Parlamento Europeo contro le discriminazioni. Gli altri gruppi partecipanti Human Pride, Drag Queer, Just Love, Gay e Dimo Sì. A scegliere il video più bello è stata una giuria di qualità presieduta da Andrea Occhipinti di Lucky Red, il cui voto si è sommato a quello espresso sul web attraverso il portale www.voiceout.eu. Orgoglioso dell'iniziativa il presidente Zingaretti. «Sono fiero di aver dato una mano per la realizzazione di questo progetto. Il cuore e' la cosa più importante, spiegare alle persone di non avere paura, di conoscere, altrimenti si diventa delle bestie. Gli studenti romani sono stati protagonisti di un lavoro straordinario che ha coinvolto centinaia di persone. Questa è una generazione meravigliosa che sa anche ragionare, sa combattere per essere una generazione libera».

Per il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo «la cultura contro le discriminazioni si può e si deve far crescere a partire dai banchi di scuola anche attraverso il confronto con gli studenti di altri Paesi europei».