Lite Pd-Udc: giunta azzerata

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Crisi in maggioranza a Palazzo Borghese. A neanche un anno dalla elezione il sindaco Altiero Lodi ha deciso di “azzerare” la giunta. «La litigiosità dei vari gruppi politici di maggioranza non permette un regolare svolgimento dell'attività della giunta». Questa la motivazione avanzata dal primo cittadino che adesso si trova davanti ad una settimana di fuoco per cercare di riassegnare le deleghe e ricompattare i suoi.

I “malumori” nella tormentata politica mentanese erano iniziati subito dopo la vittoria di Lodi a sorpresa dopo 10 anni di monopolio del centrodestra. Una coalizione, quella a sostegno del sindaco, che aveva fatto discutere già prima delle elezioni con la anomala alleanza tra Pd, Udc e IdV. A manifestare insofferenza per gli incarichi ricevuti proprio gli esponenti del partito di Casini costretti ad “accontentarsi” dei servizi sociali, assessorato “riconsegnato” nel scorso dell’ultimo Consiglio comunale.

Più “soddisfatto” il Pd: a Maurizio Ciccolini l’incarico di vicesindaco con delega alla Urbanistica, Maria Rendini all’Ambiente e Roberto Baccani al Bilancio. Amaro in bocca anche per Adelaide Rotolo che con una sua lista civica a sostegno di Lodi al ballottaggio è stata promossa a presidente del Consiglio comunale. Le polemiche nella città garibaldina si trascinano ormai da mesi e la situazione rischia di precipitare senza via di ritorno. «Nei giorni scorsi – hanno già annunciato dal Pd mentanese – i due consiglieri comunali di Mentana dell’Udc e i due della lista civica del sindaco Altiero Lodi, hanno presentato una mozione in cui chiedono, senza plausibili motivazioni politiche, l’azzeramento della giunta. In tal senso il Pd tiene a precisare che è stato grazie all’accordo politico con noi che l’Udc ha potuto esprimere il sindaco di Mentana. L’accordo prevede che il Pd esprima tre assessori di cui vengono specificate le deleghe.

E’ chiaro che nel momento in cui quell’accordo venisse violato, non esisterebbero più i margini per amministrare Mentana insieme all’Udc. L’azzeramento della giunta significherebbe la fine dell’alleanza, anche perché il Pd non è disposto a far parte di una maggioranza diversa da quella decretata dalle urne, né a rinunciare alle deleghe concordate nella fase pre-elettorale. Invitiamo i quattro consiglieri comunali che hanno firmato la mozione a riflettere bene sulle conseguenze che tale atto potrebbe avere. Tornare alle elezioni significherebbe tradire la fiducia degli elettori. I mentanesi capirebbero subito che i motivi di tale marcia indietro sono personali e non politici e alle urne punirebbero sonoramente i protagonisti di quello che sarebbe un vero e proprio golpe nel totale disprezzo della volontà popolare».

Adriana Aniballi

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