Pian dell’Olmo, ribelli a Montecitorio

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Quarta giornata di protesta consecutiva contro l'annunciata discarica a Pian dell'Olmo. Ieri però la folla dei cittadini ha raggiunto la piazza di Montecitorio dove in duecento, con tanto di fischietti e cappellini per proteggersi dal caldo, hanno fatto sentire le proprie ragioni.

«Non venite più a parlare qui perché non crediamo più in voi assumetevi le vostre responsabilità ci avete stancato », strilla una ragazza dal megafono ai politici. "Vergogna", "buffoni", "giustizia", "non passerete", urlano i cittadini di Riano. Tra i cartelli anche una foto della cava di Pian dell'Olmo con sopra la scritta 'questa è la nostra natura preserviamola', un altro recita 'o riciclo o morte', su un altro ancora c'è scritto 'Alemanno fuori dal raccordo e dalle p…'. Insieme a loro anche i 17 sindaci della valle del Tevere, un ritorno a Montecitorio il loro, dopo il tentativo di incontro fallito mercoledì mattina. A guidare la comitiva di politici, il presidente del Municipio XX Gianni Giacomini e l'assessore regionale Giuseppe Cangemi.

In un primo momento i primi cittadini sono stati bloccati dalle forze dell'ordine poi, grazie anche alla mediazione del deputato del Pd, Enrico Gasbarra, sono stati lasciati passare ed entrare. Hanno chiesto di essere ricevuti dal presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha raggiunto la delegazione di amministratori dopo la sospensione delle votazioni sul ddl corruzione. Fini ha sostenuto le ragioni dei primi cittadini e ha promosso un incontro con il ministro Clini tenutosi poi in serata. Il rappresentante del governo ha mostrato perplessità sui vincoli idrogeologici emersi dagli studi e ha rinviato la questione a un tavolo tecnico da tenersi entro la prossima settimana.

Il fronte politico dei “no” aveva incontrato nella prima mattinata anche la presidente Polverini, senza però ottenere nessuna garanzia. La governatrice si dice perplessa sulla decisione, ma ha «il dovere di sostenere l’operato del prefetto». «C'è stata una posizione della Provincia, sia del presidente che dell'assessore competente – ha spiegato la presidente ai sindaci – Lo stesso sindaco di Roma ha più volte individuato lo stesso sito. La stessa opposizione in Campidoglio, con il capogruppo, ha ribadito continuamente la scelta di Pian dell'Olmo. Non troverete mai una dichiarazione della Regione che indica Pian dell'Olmo come scelta preferenziale, al di la del fatto che quel sito è inserito in quelli che con le dovute verifiche sono stati indicati dalla regione. Nel momento in cui Alemanno e Zingaretti individuano, la regione come ente di programmazione, deve sostenere la scelta e deve aiutare il commissario nel suo ruolo commissariale ». Poi la presidente si sbottona alle agenzie ed elenca tutte le criticità. «C'è un problema di ampiezza – ha spiegato Polverini – c'è un problema di infrastrutture, di viabilità, e c'è un problema soprattutto idrogeologico, perchè ci troviamo nella Valle del Tevere. C'è un problema anche di risorse perchè è un sito che chiaramente, nel caso in cui dovesse essere mantenuto come sito provvisorio e del materiale trattato, ha bisogno di tempo e risorse importanti. I problemi sono molti. Secondo me, poi, c'è il problema dei problemi: si tratta di un sito che investe un territorio molto popolato, con insediamenti abitativi a poche centinaia di metri».

Pronta la replica del prefetto. «Ribadisco ancora una volta che verrano rispettati tutti i vincoli sussistenti sul terreno oggetto del nostro interesse per la realizzazione della discarica – ha detto ieri Sottile. Noi siamo tenuti prima e più degli altri, a rispettare tutte le normative: se ci sono vincoli insuperabili, noi eviteremo infrazioni. Esitono dei vincoli inderogabili, per cui esistono delle procedure lunghe, ma in questo caso mi sento di poter dire che non ci troviamo in questa situazione».