Discariche, l’ultima chance

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Passano i giorni e si moltiplicano le ipotesi sulla discarica per il dopo Malagrotta. Solo fino a tre mesi fa eravamo rimasti circoscritti alla lista dei sette siti indicati dalla Regione. E in effetti da lì sono partiti prima il prefetto Pecoraro e poi il neo incaricato Sottile. Ma come succede per tutti i "commissariamenti" in Italia, si sa che alla fine è la politica a decidere, anche se per vie traverse, che siano petizioni, mozioni o proteste in piazza.

Oggi il mosaico così variegato (e anche un po' confuso) disegnato dalla Regione sul fronte discariche è stato smontato pezzo per pezzo. L'elenco si è ridotto prima a quattro (Quadro Alto, Pian dell'Olmo, Corcolle e Pizzo del Prete). E ora sembra essere passato (almeno formalmente) a due (Quadro Alto e Pizzo del Prete). Il condizionale però è addirittura "scontato". Già, perchè di decisioni concrete e ufficiali non ne sono mai state prese. La cronaca della lunga telenovela per il dopo Malagrotta corre sulle pagine di giornali e si arricchisce ogni giorno di indiscrezioni, studi (fantomatici o attendibili) e polemiche. Un'infinità di polemiche. Alla fine, come ha confermato ieri la stessa presidente Renata Polverini «tutto è stato rimesso in discussione». Tanto che anche il sito vicino a Villa Adriana potrebbe rientrare, "perchè no", tra le ipotesi in considerazione. «Tecnicamente – ha detto la Polverini – quello era il sito migliore. Villa Adriana è a due chilometri e mezzo e l'Unesco dice che sono 700 metri. Ma sapete cosa stanno edificando proprio li, a 700 metri? Un insediamento urbanistico, approvato dal Comune di Tivoli con migliaia di metri cubi di cemento». Il solito orgoglio della presidente con i pantalloni, direbbe qualcuno, perchè in fondo, come dice lei stessa, «io la faccia ce l'ho messa». «Il governo parla, il Comune straparla e la Regione paga – aggiunge. E ha pagato un prezzo che io non voglio dire. È ora di cominciare a dire la verità. Noi siamo l'ente pagatore. Nei prossimi giorni ci sara' un chiarimento interistituzionale tra coloro che sono impegnati nella risoluzione di questo problema».

La Regione parte dal no a Pizzo del Prete (annunciato dalla stessa Polverini) e a Pian dell'Olmo, scelte invece condivise da Campidoglio, Provincia, ministero e commissario. Per uscire dallo scontro la commissione Ambiente alla Pisana nei giorni scorsi si è espressa favorevolmente anche al ricorso agli "outsidser", gli altri siti fuori dalla lista, con riferimento, anzitutto, alle aree militari e alle 12 cave indicate recentemente dalla Provincia. Ipotesi questa però scartata (per ora) dal commissario Sottile. «Io sono tenuto a prendere in considerazione prioritariamente i siti indicati dalla Regione – ha detto il prefetto con riferimento a Pizzo del Prete. Quindi, dato che quella è un'area che è stata segnalata, io la devo prendere in considerazione come le altre sei». Sottile si dice invece favorevole (e questa è ad oggi l'unica proposta del commissario) al trasferimento all'estero. «Non escludo che si possa fare ricorso anche al trasferimento dei rifiuti all'estero, a costi contenuti – ha detto Sottile. Ho parlato con il vicesindaco di Napoli, Sodano, e mi ha detto che da loro funziona bene». Una soluzione, questa sì, che accontenterebbe i cittadini, ma che vedrebbe gettare un pesante fardello sugli amministratori locali, che alla fine ne uscirebbero “sconfitti”. «Una via inaccettabile» per il sindaco di Roma, che parte da un unico concetto: i rifiuti devono restare fuori Roma. Un film già visto» per l'ex commissario Pecoraro, interpellato ieri dalle agenzie. Con un finale però ancora tutto da scrivere.

Carmine Seta