Corteo Fiom, partito da piazza della Repubblica: cori contro Monti e Fornero

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È partito da piazza della Repubblica, il corteo della Fiom, nell'ambito della tre giorni di mobilitazione indetta dal sindacato contro il disegno di legge sul mercato del lavoro in discussione in Parlamento, per la difesa dell'articolo 18 e per il rispetto dei diritti degli esodati.

In piazza bandiere rosse della Fiom, della Cgil e di Rifondazione Comunista, e striscioni come "Siamo la Fiom, la storia che non si arrende", "Il lavoro è un bene comune", "Giù le mani dai diritti". Qualcuno al megafono ha intonato "Bella ciao", ma anche cori contro il premier Mario Monti, il ministro Elsa Fornero e i segretari di partito Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini. In coda al corteo sono stati accesi fumogeni rossi.

Da piazza Esedra, percorrendo via Vittorio Emanuele Orlando, piazza Sallustiana e via San Basilio, il corteo ha raggiunto e occupato l’intera via Molise, sede del ministero dello Sviluppo Economico. I manifestanti, soffiando forte nei loro fischietti, hanno urlato "vergogna, vergogna". "Abbiamo deciso di andare sotto i palazzi – hanno detto al megafono -: ora siamo sotto il ministero dello Sviluppo Economico, poi cercheremo di raggiungere il ministero del Lavoro e infine Montecitorio".

Poi, dopo aver sostato alcuni minuti sotto il ministero dello Sviluppo Economico, il corteo ha raggiunto il ministero del Lavoro, in via Veneto. Le camionette della polizia sbarrano i due lati della via, sia in direzione di piazza Barberini che di Corso Italia, mentre una quindicina di poliziotti presidiano l'ingresso del ministero, protetto dalle transenne. Sono stati accesi un paio di fumogeni rossi. Il camioncino trasmette "Bella ciao", c'é chi canta e chi soffia nei fischietti. "Allora, glielo diciamo che non ci piace questa riforma? – dicono al megafono – glielo diciamo che non va bene?".