Parapiglia in Consiglio: seduta sospesa

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Si è rischiata nuovamente la rissa nel Consiglio serale di martedì a Colleferro. Ed è il secondo episodio consecutivo nell’ultimo mese. Questa volta la protesta è partita direttamente dal pubblico presente. Il nodo del contendere riguarda l'acqua e i rifiuti.

E' stata infatti bocciata la mozione presentata dai consiglieri Sanna e Gessi (a fronte delle molte richieste pervenute da parte dei cittadini) con la quale si chiedeva di inserire nello statuto comunale un semplice ma fondamentale enunciato: "l’acqua è un diritto inalienabile e universale di tutti gli essere viventi; con questa preziosa risorsa non si può fare lucro e non può essere soggetta alle leggi del mercato”.

«Hanno considerato carta straccia il parere chiaramente espresso dal 62% degli elettori di Colleferro che esattamente un anno fa hanno votato SI all’acqua pubblica » – si legge in una nota stampa di Rete per la tutela della Valle del Sacco. «Questi signori, che dicono di rappresentarci, hanno votato NO a questo sacrosanto diritto». Bocciata anche la mozione per la quale si erano espressi già positivamente i Comuni di  Paliano  e Anagni sulla gestione dei rifiuti di Roma, sugli impianti di Trattamento Meccanico Biologico e sul piano rifiuti della Regione Lazio. A questo punto dai banchi è scattata la protesta. Il Consigli o è stato sospeso quando uno sparuto gruppo di persone che assisteva alla seduta ha cominciato a disturbare con veemenza, a seguito della votazione appena effettuata, con frasi urlate ai consiglieri, applausi e quant’altro, impedendo di fatto di proseguire.

Riunitisi i capigruppo consiliari si è deciso infine di aggiornare il Consiglio ad un’altra data. Più "pacifica" invece la discussione sulla rescissione della convenzione con Equitalia. Il Consiglio ha votato all’unanimità sì a un ordine del giorno presentato dalla maggioranza in apertura di seduta consiliare. Con l’adozione dell’atto l'aula ha dato mandato a sindaco e Giunta di risolvere il contratto con la società di riscossione entro il 31 dicembre di quest’anno, affidando la riscossione dei tributi direttamente agli uffici comunali e di richiedere al legislatore statale la sospensione degli interessi di mora per i crediti ancora esigibili.

«Questo non significa che siamo contro le tasse – ha detto il sindaco Mario Cacciotti – ma non vogliamo che i cittadini siano vessati qualora risultino morosi per qualche motivo. Esigere il pagamento di quanto dovuto è giusto ma deve essere fatto con modi più corretti e consoni al momento che stiamo vivendo. Soprattutto ora la riscossione deve tenere conto della difficoltà economica generale che si sta attraversando e quindi dobbiamo evitare che i cittadini vengano ulteriormente affossati da procedure persecutorie, praticate oltretutto con interessi moratori davvero troppo elevati».

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