Impianti Tmb a Colleferro e Guidonia

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La quadra sugli impianti di trattamento meccanico biologico della regione è stata raggiunta. O almeno così sembra. Sorgeranno a Guidonia e Colleferro e si andranno ad aggiungere a quelli già esistenti nella capitale (Malagrotta 1 e 2, AMA Rocca Cencia e via Salaria).

Nei giorni scorsi i due Consigli comunali hanno detto “” alle richieste non senza polemiche. Particolarmente infuocata la discussione a Colleferro interrotta dalle proteste dei cittadini in aula.

Ieri il caso è arrivato anche in Regione scatenando la reazione dei Verdi. «Vogliamo ricordare al consigliere Paniccia, che il 75% dei rifiuti trattati dai Tmb finisce comunque in discarica – dice Nando Bonessio, presidente regionale dei Verdi del Lazio. Dire si al Tmb significa dire sì agli inceneritori e alle discariche e no alla differenziata».

Più complessa invece la situazione dell'impianto tiburtino legato alla bonifica in corso della discarica dell'Inviolata. Per sopperire al carico dei rifiuti il Comune ha disposto l'apertura di un'isola ecologica in via Percile, decisione che non piace al Pd. «Una decisione presa senza porsi alcun problema per la criticità ambientale del territorio, già aggredito da varie sorgenti di inquinamento: dai fumi della BASF alla vicina discarica dell'Inviolata, all'elettrodotto, alle antenne di telefonia mobile, al mancato completamento dell'impianto fognario, al transito ingiustificato di mezzi pesanti – dice Antonello Polidori, segretario PD Guidonia Montecelio. Al di là del nome accattivante, l'isola ecologica è classificata, secondo la normativa vigente, come una vera e propria "discarica temporanea" dove si raccolgono, oltre ai rifiuti ingombranti, anche prodotti tossici come solventi, acidi, composti chimici, pesticidi».

Sembra così ormai scartata l’ipotesi Castellaccio, nel comune di Paliano, come indicato dal piano dei Rifiuti regionale. «Sono solo voci e assicuro che non c’è niente di concreto – ha detto il primo cittadino Sturvi. In ogni caso noi abbiamo fatto già appello al presidente della Repubblica». In attesa delle verifiche del Noe sui Tmb romani (lavorerebbero tra il 23% e il 66%) i due impianti dovrebbero in effetti bastare a gestire l’emergenza rifiuti e servivaranno forse a convincere l’Europa a non prendere quei provvedimenti verso la Corte Europea minacciati lo scorso mese.

cs