Escalation di aggressioni: è allarme

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E' allarme omofobia nella capitale. A pochi giorni dall'aggressione di Guido Allegrezza, noto attivista gay romano, picchiato da un gruppo di quattro in strada, all'Eur, che ha seguito da vicino la denuncia di insulti da parte di tre giovani gay durante la festa di Sel a Caracalla e il caso del ragazzo gay aggredito a Campo de' Fiori, scoppia la polemica contro l'Amministrazione capitolina «che lascia impunita ogni espressione vigliacca e antidemocratica della destra cittadina».

L'attacco arriva dal presidente del Municipio XI, Andrea Catarci secondo cui gli episodi di violenza omofoba sono «i frutti avvelenati di un Pdl e di un sindaco che ha trasformato impunemente e arrogantemente in un ring pure il Campidoglio, dove il capogruppo Pd è stato morso ad una mano come da un cane», affonda il minisindaco. Un attacco diretto alle responsabilità del sindaco è stato rivolto anche dal presidente del Municipio XV Gianni Paris: «Al momento c’è un imbarazzante silenzio da parte di Alemanno nonostante la gravità dell’aggressione».

A difendere l'operato del Campidoglio ci pensa il capogruppo Pdl del XI Municipio, Simone Foglio: «Non si dovrebbero mai prendere a spunto per simili polemiche come l’aggressione a un attivista gay, cui ribadiamo tutta la nostra solidarietà». La violenza dell'altro giorno ha posto nuovamente l'accento sulla necessità di una seria legge contro l’omofobia. Per Amnesty International Italia «le istituzioni italiane devono fare tutto quanto nelle proprie responsabilità affinché le vittime di reati motivati da odio verso l'orientamento sessuale o l'identità di genere abbiano la stessa tutela garantita alle vittime di reati motivati da altri fattori di discriminazione». E iI capigruppo dei  Radicali  e di Sel al Consiglio Regionale del Lazio, Giuseppe Rossodivita e Luigi Nieri, insieme al consigliere Rocco Berardo, hanno depositato ieri una interrogazione urgente alla presidente Renata Polverini nella quale si chiedono interventi sul piano dell’informazione e della prevenzione degli atti di violenza anche di tipo o mofobico e transfobico e l'attivazione di campagne di informazione e prevenzione contro ogni forma di violenza nelle scuole e nei diversi ambiti sociali. Intanto, proprio ieri, sono emersi particolari inquietanti sulla violenza subita a Tor Marancia da Leonardo, studente di 20 anni (in foto) volontario di Arcigay Roma a Tor Marancia. L'aggressore, un romeno di 36 anni ora arrestato dalla polizia, si è giustificato dicendo: «Tanto è frocio, gli sarebbe piaciuto».

Di fronte all'aumentare dei casi di omofobia e violenza il Coordinamento Arcobaleno (che racchiude varie sigle a difesa dei diritti degli omosessuali) ha ricordato che venerdì ci sarà una grande manifestazione in piazza Farnese. «Faremo appello alla politica perché ci sia una risposta», hanno spiegato gli organizzatori in vista del Gay Pride di sabato. «Per vincere la violenza Roma ha bisogno del Pride. Ho partecipato tutti gli anni ai Gay Pride e li ho sempre considerati un appuntamento personale e collettivo con la libertà. Il Pride è una risposta forte e felice contro ogni forma di discriminazione e il suo svolgimento sereno sarà una prova di democrazia e di civiltà per la città di Roma e per il nostro Paese», ha affermato l’assessore alle politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia.

Elam