Pestato e abbandonato in fin di vita per 3 giorni

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Non si è ancora spento l'eco del clamore per l'aggressione a due giovani lesbiche che Velletri torna di nuovo al centro di un grave fatto di cronaca. Stavolta tutto è scaturito da un tentativo di rapina: un 55enne romeno è stato aggredito e ridotto in fin di vita da due fratelli suoi connazionali.

La vicenda ha dell'incredibile ed è avvenuta domenica scorsa: la vittima aveva fatto la conoscenza dei due fratelli, senza fissa dimora di 25 e 33 anni, che inizialmente hanno conquistato la sua simpatia. Assieme ad una terza connazionale, i due fratelli sono quindi riusciti a “strappare” l'offerta di un caffè al 55enne che ha ospitato i tre romeni presso la sua abitazione. Ma l'uomo non poteva proprio immaginare cosa gli stava per accadere: i due fratelli, infatti, hanno cercato di rubare il denaro contenuto all'interno del portafogli del 55enne che però si è accorto del loro tentativo. E ha intimato la coppia di connazionali di fermarsi. E' a quel punto che i giovani romeni hanno iniziato a dare in escandescenza e, dopo urla e minacce, sono passati alle vie di fatto aggredendo il malcapitato padrone di casa con una serie ininterrotta di calci e pugni che hanno provocato alla vittima gravi fratture al costato. Non contenti, i due fratelli hanno lasciato la vittima dolorante a terra e gli hanno sottratto anche il telefono cellulare, così da impedirgli di chiamare i soccorsi.

L’uomo è rimasto esanime, in stato comatoso, per ben tre giorni ed è stato soccorso dal personale del 118 solamente nella mattinata di giovedì, dopo che la figlia, che non aveva più avuto sue notizie, lo ha trovato disteso nel suo letto in fin di vita. Dopo il trasporto all’ospedale di Velletri è stato prontamente trasferito al San Camillo di Roma, dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Gli agenti della squadra anticrimine e della squadra volante del commissariato di Velletri diretto dal vice questore aggiunto Roberto Cioppa, nelle prime ore di ieri, hanno proceduto al fermo dei due fratelli, portati presso il carcere di Velletri. Intanto il sindaco di Velletri Fausto Servadio ha espresso piena condanna per il grave episodio di omofobia subito da due ragazze nella cittadina castellana. «Il fatto accaduto è molto grave e non rispecchia in alcun modo l'indole dei veliterni».