Casa, inquilini di ex enti pubblici a SS.Apostoli: no ad aumenti e sfratti

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Una quarantina di inquilini di alcuni ex enti pubblici come Enasarco, Enpaia, Enti Regionali stanno manifestando in piazza Santi Apostoli, insieme con i membri di A.S.I.A-Associazione Inquilini e Assegnatari-Usb, per le conseguenze delle dismissioni e della politica di gestione della case degli enti, dei fondi pensione e della Regione Lazio. Dieci di loro hanno proclamato uno sciopero della fame ad oltranza.

Ad un angolo della piazza è stata montata una tenda verde di 2×2 metri, con un cartello che annuncia il "1º giorno di sciopero della fame: subito moratoria e tavolo interistituzionale", firmato A.S.I.A e Inquilini resistenti. Accanto alla tenda uno striscione con scritto "Sara Assicurazioni-No alla speculazione sulle nostre case, per la tutela di tutti gli inquilini", firmato "gli inquilini di via Borsa, via Guelfi, via Serafini e via Fadda. Nella piazza sventolano le bandiere rosse della Usb e si leggono altri striscioni e cartelloni, come "no agli aumenti degli affitti e agli sfratti", "affitti in base al reddito" e "L'Enpaia sta inviando decine di sfratti agli inquilini. Che fine hanno fatto il prefetto, il sindaco e il presidente della Regione?". Tra due cartelli stradali è stato montato anche un filo, a cui sono appesi una maglia intima ed alcune paia di mutande bianche, ad indicare le difficoltà economiche dei manifestanti.

Gli inquilini chiedono la sottoscrizione di un appello per l’immediata moratoria degli sfratti, degli aumenti d’affitto, delle vendite speculative. "Alcune delle persone che stanno facendo questo sciopero della fame – ha spiegato Angelo Fascetti dell'Asia, Associazione Inquilini e Assegnatari – sono andate in pensione 18 anni fa con 2,5 milioni di lire e pagavano 400.000 lire di affitto al mese; attualmente hanno una pensione di 1.270 euro al mese, pagano 800 euro di affitto e adesso viene chiesto loro un rinnovo contrattuale a 1.600 euro, un aumento del 100%. Non potendo rinnovare a questi prezzi, si ritrovano lo sfratto per finita locazione, e questo riguarda centinaia di persone. Chiediamo quindi – ha aggiunto Fascetti – una moratoria per bloccare gli sfratti e le speculazioni e l'apertura di un tavolo interistituzionale con Regione, prefettura, governo e ministeri per tutelare gli inquilini e le loro famiglie. È questo lo scopo del nostro sciopero della fame, che parte oggi e andrà avanti ad oltranza: abbiamo chiesto l'autorizzazione alla questura per rimanere qui in forma permanente e andremo avanti finché non ci saranno elementi di novità".

Alla manifestazione hanno partecipato anche i presidenti dei Municipi X e XI, Sandro Medici e Andrea Catarci. "C'è un evidentissimo disegno del governo Monti di fare cassa attraverso gli immobili – ha commentato Medici – Il problema però è che ci sono le persone, con i loro drammi le loro difficoltà. Mi sembra però che tutto questo finora è rimasto inascoltato. Queste persone hanno scelto di iniziare uno sciopero della fame perché sono disperate e hanno ragione, questa situazione non può continuare". Per Andrea Catarci si tratta di una situazione "che va avanti da anni e che peggiora sempre di più, malgrado gli impegni assunti più o meno da tutte le istituzioni di intervenire seriamente sulla questione di un patrimonio che si è formato con soldi pubblici. Questo patrimonio è stato malgestito per anni, con dei dirigenti che spesso si sono lanciati in avventure sconsiderate nel mondo della finanza e che adesso tentano di rifarsi sulla pelle degli inquilini, chiedendo anche il sostegno delle istituzioni. Io credo – ha aggiunto il presidente del Municipio XI – che le istituzioni debbano far loro presente che serve grande responsabilità e che nessuno può uscire da quelle case, perché darebbero altre migliaia di persone che andrebbero ad ingrossare le fila di un'emergenza abitativa già unica in Italia. Serve subito un tavolo interistituzionale, convocato dalla prefettura, che riesca a parlare con questi enti e faccia capire loro che non si possono aumentare gli affitti del 300% o vendere case in quel modo. Altrimenti – ha concluso Catarci – mi sento di chiedere al prefetto, visto che quel patrimonio deriva da soldi pubblici, di requisire quegli appartamenti per pubblica utilità".

Intanto gli inquilini si stanno organizzando per il prosieguo dello sciopero, che verrà svolto a turni, perché ci sono dei manifestanti che lavorano: si sta lavorando per far arrivare una roulotte per la notte, in cui resterà in presidio una piccola delegazione degli inquilini, e verrà fatto venire anche un medico per controllare lo stato di salute degli inquilini, visto che tra di loro ci sono anche molte persone anziane.