Discariche, a Pomezia la ventesima ipotesi

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Ai dodici nuovi siti della Provincia e ai sette, già noti, indicati dalla Regione, ora si aggiunge la ventesima ipotesi lanciata da Cerroni, il “magnate dei rifiuti”, per il dopo Malagrotta: Quarto della Solfaratella, vicino Pomezia. La notizia shock per i cittadini del litorale è arrivata il 16 giugno attraverso un articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano”, che ha ipotizzato il futuro dei rifiuti di Roma a Pomezia a seguito di una lettera inviata dall’avvocato Manlio Cerroni, esperto di siti idonei ad ospitare discariche, al prefetto delegato all’Emergenza Rifiuti Goffredo Sottile.

Immediato, già sabato sera, il secco no all’ipotesi da parte del sindaco Enrico De Fusco, che ieri mattina ha inviato una lettera al prefetto Sottile dichiarando il dissenso dell’intera città nei confronti di un’eventuale scelta dell’area di Quarto della Zolfaratella per la discarica che andrebbe a sostituire Malagrotta. «La zona menzionata è soggetta a numerosi vincoli paesaggistici, tra cui quello legato al parco di Malafede, la più grande area protetta del sistema dei parchi situati intorno a Roma – si legge nel documento, indirizzato per conoscenza anche ai presidenti della Regione, del Consiglio regionale del Lazio e della Provincia di Roma – Vero e proprio polmone verde, l’area ospita più di 800 specie vegetali. Ai vincoli paesaggistici si aggiungono, inoltre, quelli archeologici, poiché nella stessa zona sono pervenute tracce di insediamenti umani risalenti alla prima preistoria». Caratteristiche riconosciute anche da Enti superiori. «Quanto menzionato – prosegue infatti il documento – è stato oltretutto affermato dalla Regione Lazio, che respinse il progetto su tale zona di una società di Colleferro per un parco fotovoltaico, adducendo vincoli di natura paesaggistica ed archeologica». Il primo cittadino conclude quindi con la ferma opposizione all’idea proposta da Cerroni, contro la quale si potrebbe anche ricorrere a proteste estreme. «Esprimo la più convinta opposizione, mia e della mia Città, a tale proposta: siamo pronti a contrastare con ogni mezzo una decisione drammatica per l’impatto ambientale e tale da esporre a seri pericoli la salute pubblica dei miei concittadini. Sicuro che la proposta formulata dall’avv. Manlio Cerroni non può e non verrà da Lei condivisa – essendo oltretutto formulata, come da lei sottolineato, da privati – attendo fiducioso una sua positiva risposta».

Risposta necessaria per una città che troppo spesso riscontra problemi proprio legati ai rifiuti. IDV e SEL si sono uniti alla protesta del sindaco, concordando con l’idea di voler contrastare. Ferma opposizione anche dai banchi della Pisana. «Esprimo la mia più ferma contrarietà, sia per il metodo che per il merito della proposta – dichiara Carlo Ponzo, consigliere del Pd alla Regione Lazio. Prima di tutto – continua Ponzo-, in una situazione che volge all’emergenza, sono le istituzioni preposte a dover dare le risposte sul ciclo dei rifiuti, e non un imprenditore che per ovvie ragioni persegue interessi particolari. E poi è intollerabile che in questo clima di incertezza, in cui la presidente Polverini e il sindaco Alemanno sembrano saper solo scaricare i problemi di Roma fuori dal Raccordo, si continuino a proporre siti che distano poche centinaia di metri dai centri urbani della Provincia, in questo caso Pomezia, che già sono pesantemente colpiti da problemi ambientali».

Non la pensa proprio così la presidente Polverini, che ha giudicato addirittura “scontato” il ricorso a Cerroni. «Quella di Cerroni e' un'impresa che di fatto ha un monopolio nella gestione dei rifiuti e quindi è abbastanza scontato che il prefetto Sottile lo abbia ascoltato – ha detto la Polverini. Se poi sia lui a farci uscire dall'emergenza non lo so». Sul caso i Verdi hanno lanciato l’idea di una mozione unitaria di opposizione al progetto sia alla Pisana che in Consiglio comunale. Nessun commento invece dal prefetto Sottile, che ora sembra però più convinto a inseguire «la strada della scelta », scartando così l’ipotesi estera. «Stiamo valutando i sette siti della Regione e le dodici cave indicate dalla Provincia. E bisogna fare presto, perché il 29 giugno scade la proroga in vigore per Malagrotta. Quando ne firmerò un’altra sarebbe opportuno avere già fatto una scelta per la discarica provvisoria» – ha confermato il prefetto.

A ben vedere tra le venti ipotesi uscite fuori per il dopo Malagrotta, oggi solo poche restano ancora in piedi. Dopo   Corcolle  ,  Pian dell’Olmo , Pizzo del Prete e Monte Carneva le ieri è stato scartato definitivamente anche Quadro Alto, sempre a Riano. Il prefetto ha r evocato il decreto di occupazione «La revoca del decreto di occupazione di Quadro Alto -osserva il vicesindaco di Riano Arcuri– rende una prima giustizia ai cittadini di Riano e dell'intero comprensorio. Da otto mesi Riano è bloccata dal punto di vista economico e sociale, con attività commerciali che hanno visto dimezzato il loro fatturato, con ciò che ne consegue in termini occupazionali, con agenzie immobiliari che non riescono più ad affittare né a vendere e con una cittadinanza intera che giustamente non pensa ad altro che alla lotta alla discarica». Quanto alle dodici cave indicate dalla Provincia in territorio romano sembra ci sia un problema di dimensioni, confermato ieri anche dal sindaco Alemanno, ma sulla proposta si attendono ancora i rilievi dei tecnici della prefettura.

Restano in piedi il sito militare di Allumiere, Monti dell’Ortaccio e Testa di Cane. Forti, in particolare le voci sulla prima area. «Vogliamo ricordare – ha detto ieri Bonessio (Verdi) – che tutta la zona in questione è sottoposta a vincolo di ZPS (Zona di Protezione Speciale) ». Dal 17 maggio è in valutazione di impatto ambientale un digestore anaerobico localizzato ad Allumiere, per trattare 70mila tonnellate l’anno di rifiuti, pensato per coprire il 30% circa di tutta la provincia. Questo impianto è stato localizzato in un’area adiacente proprio a quella individuata da Alemanno e La Russa. Un indizio che fa molto più di una prova.

Maria Corrao