Acqua a singhiozzo nelle periferie

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Lo scorso anno era stato l’ex presidente e neo consigliere Roberto Severini a sollevare il problema per primo, stavolta tocca al nuovo numero uno dell’associazione Crescere Insieme di Aranova, Massimo Butani, segnalare i disagi che vivono centinaia di famiglie delle località a nord di Fiumicino a causa della scarsa, scarsissima pressione dell’acqua.

Un problema che, nonostante i numerosi sopralluoghi e interventi disposti dall’Amministrazione e da Acea, sembra riproporsi con preoccupante puntualità all’inizio di ogni estate, costringendo adulti e bambini, nei casi limite, a farsi una doccia stile “goccia cinese”. Ad aggravare la situazione, nei giorni scorsi, ci aveva pensato il guasto a una tubatura interrata nella zona di Testa di Lepre. Falla riparata proprio ieri, anche se l’intervento risolutore non è servito a placare l’ira e la frustrazione di tanti fiumicinesi che ancora si sentono di “serie B” rispetto ai più fortunati concittadini della zona sud, almeno per quanto riguarda l’erogazione dei servizi. «La risoluzione del guasto – incalza Butani – attenua soltanto lievemente il problema della pressione dell’acqua che ogni anno si ripresenta sempre con maggiore insistenza. In via Simala, via Francesco Marcolini, via Nureci o in via Michele Rosi, ad Aranova, l’acqua in alcuni casi sparisce letteralmente dai rubinetti: nemmeno una goccia. A Torrimpietra, per farsi una doccia, bisogna attendere mezzanotte. Lo stesso per lavare piatti e fare lavatrici.

Una situazione insostenibile che cozza con quella “qualità della vita” che ogni Amministrazione, di qualsiasi colore, ci spaccia per poi non centrare». E la preoccupazione da parte dei residenti non può che aumentare, considerando le stime di sviluppo urbanistico e demografico del quadrante. «Chiediamo un segnale all’Amministrazione comunale – conclude Butani -. Un incontro, stavolta risolutore, con Acea. Un tavolo di concertazione, che dia anche risposta al problema irrisolto del calcare nell'acqua. L’azienda deve finalmente intervenire e non lanciare slogan o annunciare progetti che non verranno mai realizzati».

Diego Cappelli