Discariche, si torna alla Valle Galeria

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Si stringe il cerchio per il dopo Malagrotta. Dopo il no a Corcolle, Pian dell'Olmo e Quadro Alto anche i dodici siti proposti dalla Provincia sono fuori dalla lista del prefetto. Il problema qui, come ha detto lo stesso commissario Sottile, è di dimensioni: «troppo piccoli per sostituire Malagrotta». Ma oggi anche gli stessi siti della Regione sembrano fuori gioco.

E' stata la stessa presidente Polverini a scartare l'ultima ipotesi rimasta, quella di Pizzo del Prete a Fiumicino. Oggi la faccenda rifiuti è diventata affare del governo, deciso a proseguire sulla sua strada, anche contro il parere delle istituzioni locali «incapaci da un anno a questa parte di trovare una soluzione ». A condurre i giochi è Sottile sotto la regia del ministro Clini e la consulenza di Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta, che da buon "vecchio" oste non poteva che indicare "gli altri suoi" siti per il trasferimento della nuova immondizia romana. In cima alla lista del nuovo "gruppetto" troviamo così ora Testa di Cane e Monte Carnevale, a 300 metri dalla discarica più grande d'Europa, Pian dell'Olmo a Riano, ancora non esclusa, e Pizzo del Prete a Fiumicino. Nel frattempo, per evitare di trasformare le strade di Roma in una discarica a cielo aperto, si potrebbe inviare l'immondizia ai termovalorizzatori di Bologna, Brescia, Torino, Venezia e Milano. Esclusa, per ora, la pista estera. Se la scelta dovesse ricadere sulla Valle Galeria, Sottile dovrebbe anche superare il «no», più volte ribadito, di Polverini, Alemanno e Zingaretti.

Trattative in corso invece con il ministero della Difesa, che ha un sito militare adiacente a Monte Carnevale, e la popolazione locale. I problemi verranno proprio dai comitati cittadini della Valle Galeria che già ieri sera si sono riuniti per discutere sulle iniziative da adottare per l'opposizione al progetto. «Siamo stanchi dei soprusi e degli inganni delle istituzioni – dice Mario Ungarelli del Popolo della nebbia. Ci sono troppi interessi e la verità è che non si vuole portare avanti un programma serio di raccolta differenziata. Uno scandalo poi affidarsi nuovamente a Cerroni – continua. Qui si parla di nuovi siti ma la verità è che si vuole ampliare Malagrotta. Nei siti di Monte Carnevale e Testa di Cane si continua infatti a scavare». Oltre alla resistenza della popolazione locale restano molti i nodi da sciogliere, a cominciare dal fatto che i quattro impianti di Tmb (Trattamento meccanico biologico), due dell'Ama a Rocca Cencia e via Salaria e due di Cerroni a Malagrotta, funzionano a ciclo ridotto, come emerso nella Commissione bicamerale Ecomafie qualche giorno fa.

Proprio su questo argomento si sono confrontati giovedì i tecnici di Regione, Provincia e Campidoglio con Cerroni, Sottile, l'ad di Ama, Salvatore Cappello, e un funzionario del ministero dell'Ambiente. Al termine della riunione è stato deciso di istituire un tavolo tecnico per verificare la possibilità di ampliare per circa 250 tonnellate al giorno ciascuno l'attività degli impianti Tmb. Cerroni, dal canto suo, ha promesso di portare a pieno regime entro ottobre i suoi due Tmb, che oggi funzionerebbero solo al 35 per cento. Questo significa che resta sempre in piedi il problema di ammassare il "tal quale" a Malagrotta. La Regione ha già dato il via libera a due nuovi impianti di trattamento a Guidonia e Colleferro, ma tutto sarà pronto tra non meno di due anni. Il che vorrà dire che almeno per un po' la puzza dei rifuti si sentirà e come dalle discariche ancora aperte.

Carmine Seta