Benzinaio ammazzato sotto gli occhi del figlio: rapinatori incastrati da dna e testimonianze

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Sono stati incastrati dalle tracce di sangue della vittima e dal loro dna, rimasti sullo scooter usato per il colpo, e da alcuni cittadini particolarmente attenti gli autori della rapina costata la vita a Mario Cuomo un benzinaio di Cerenova, ucciso lo scorso 9 agosto davanti al figlio. Durante la rapina rimase ferito gravemente anche il fratello della vittima, Giancarlo, che ha riportato delle gravi disabilità. A finire in manette tre pluripregiudicati italiani di 60, 59 e 41 anni mentre un quarto complice è morto lo scorso gennaio.

A contribuire alla soluzione del caso le testimonianze fornite ai carabinieri da commercianti, pastori e cittadini della zona. In particolare un dipendente di una società che si occupa di manutenzione e noleggio di videogiochi, accorgendosi di essere pedinato il giorno prima della rapina, era riuscito ad annotare la targa dello scooter scuro e dell'auto su cui viaggiavano i malviventi. Grazie alle indicazioni di alcuni pastori e stranieri è stato trovato dai militari, pochi giorni dopo il colpo, lo scooter rubato usato dai rapinatori in un campo della zona. Durante le perquisizioni nella casa del rapinatore morto, un 67enne, sono state inoltre trovate, in due diversi computer, alcune foto dell'uomo che impugnava la pistola calibro 9 utilizzata per la rapina.