«Mio figlio invalido senza una scuola»

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Il mio piccolo Leo è senza servizi sociali e scuola». Il grido di rabbia e disperazione arriva da Roberto, padre di un bambino di sette anni che ha bisogno di aiuto che ora rischia di non avere un posto dove studiare.

«Leonardo è invalido» racconta Roberto «dalla nascita ha una malformazione del tubo neurale che gli ha causato difficoltà motorie e problemi alla vescica che hanno reso necessario un catetere fisso. Ha bisogno di un'insegnante di sostegno che lo assista in classe oltre all'assistente educativo culturale (Aec) che gli era stato assegnato». Leonardo ha frequentato la prima elementare presso l'Istituto Montessori di via Giuseppe Messina «con risultati pessimi» dice Roberto «L'Aec era disponibile solo per otto ore settimanali e a livello didattico mio figlio è stato quasi da subito abbandonato come se fosse un bambino con ritardo mentale. Questa situazione ci ha portato a ipotizzare con gli specialisti che lo seguono il cambio dell'istituto scolastico e la presenza di una figura di sostegno fissa».

Da qui la scelta di far ripetere la prima elementare al bambino, per facilitare l'apprendimento e la socializzazione nella nuova classe. Poi l'odissea: «Abbiamo visitato più di dieci istituti, ma la presenza della figura di sostegno c'è stata assicurata a tempo pieno solo dalla scuola elementare “Di Donato”». Roberto e suo figlio iniziano così a prendere parte alle iniziative sportive e di gruppo dell'associazione genitori dell'istituto, in vista della formalizzazione del trasferimento alla nuova scuola. Dall'aprile di quest'anno però il dietro front: «Impossibile contattare la preside della Di Donato, sempre impegnata o fuori sede e solo pochi giorni fa, dopo l'ennesima sollecitazione, la notizia che nell'istituto non c'era più posto per Leonardo. Siamo alla fine di giugno con la reale possibilità di perdere un altro anno di formazione ». Dalla scuola “Di Donato”, intanto, nessun cenno di reperibilità.Oltre alle spese "classiche" di ogni famiglia, Roberto e sua moglie, attualmente senza lavoro, affrontano quelle per la cura di Leonardo a partire dalla fisioterapia «una spesa che non sappiamo per quanto ancora saremo in grado di affrontare, visto che viviamo con poco più di 500 euro mensili».

Paola Filiani