Villa Adriana, l’ombra del cemento

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La villa di Adriano si salva dai rifiuti, ma rischia di essere “sommersa” dal cemento. Dopo quasi quarant’anni di contenzioso tra la famiglia Mezzaroma e il Comune di Tivoli, ricorsi al Tar e contrastanti delibere, la lottizzazione Nathan – nota anche come comprensorio Ponte Lucano – potrebbe avere presto il via libera.

Ma oggi «sono troppe le versioni e le posizioni che non tornano sulla vicenda». Per questo i consiglieri regionali Angelo Miele (Lista Polverini) e Antonio Paris (Gruppo Misto) hanno chiesto un’audizione in commissione Urbanistica. Il progetto consisterebbe nella realizzazione di edifici per 180mila metri cubi di cemento, in una zona ritenuta da cittadini e associazioni ambientaliste assolutamente inedificabile, per la vicinanza alla prestigiosa villa dell'imperatore. La maggioranza al governo della città tiburtina sventola lo slogan della «riqualificazione » per un’area in effetti completamente «degradata e ridotta a discarica a cielo aperto». Mezzaroma sostiene invece il proprio diritto di costruttore «per troppi anni vittima dei vincoli».

Contrari associazioni e comitati che chiedono l’esproprio, una bonifica e la formazione di un parco archeologico pubblico che dia continuità alla villa. «L’Unesco stesso minaccia di togliere il suo patrocinio se non si fa chiarezza sui piani di costruzione all’interno della zona protetta – dicono Miele e Paris. L’unica cosa certa è che è in corso una lottizzazione edilizia. Come, per quale estensione, secondo che criteri, sono tutte domande alle quali nessuno sa dare una risposta inequivocabile. È semplicemente inaccettabile – concordano i consiglieri. Abbiamo uno dei siti archeologici più importanti e conosciuti del pianeta e non sappiamo che cosa si stia muovendo nelle sue immediate vicinanze». Miele e Paris non avanzano ipotesi, ma vogliono “che sia fatta chiarezza”. Per questo, chiedono di poter sentire in un’audizione, presso la commissione Urbanistica, i sindaci dei Comuni interessati, i comitati anti discarica della zona, le sovraintendenze oltre gli immobiliaristi coinvolti e i proprietari dei terreni.