I romani rischiano di restare “a secco”

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Benzina e gasolio a rischio nei serbatoi dei romani per il ponte dei SS. Pietro e Paolo. Ma qui il portafoglio c’entra poco, perché l’avvertimento arriva dai lavoratori della Raffineria di Roma, impianto italo-francese TotalErg in stato d’agitazione dall’inizio del mese, con un nutrito programma di scioperi. Tutto nato dall’annuncio della compagnia che da settembre l’impianto di raffinazione diventerà area di stoccaggio, con la perdita di centinaia di posti tra lavoratori tra interni e indotto.

«La situazione è stagnante sulle posizioni del 6 giugno, quando si sono aperte le trattative, senza un piano industriale attendibile e, soprattutto, un piano occupazionale adeguato alla situazione », dicono le Rsu. Da quanto è dato sapere, dovrebbero essere 182 gli esuberi previsti per il personale di Raffineria di Roma e 180 per i lavoratori dell'indotto. Per questo i sindacati di settore sono fermamente orientati a inchiodare TotalErg alle «sue responsabilità» dopo l’infruttuoso incontro del 21 giugno in cui la compagnia ha chiesto del tempo per lavorare, la revoca dello stato d’agitazione e la sospensione degli scioperi per due mesi. Una richiesta di “pace sociale” mal digerita dalle OO.SS. e rigettata nelle successive assemblee dai lavoratori.

Dopo lo sciopero di ieri con presidio a Malagrotta, che ha interessato tutti i dipendenti (esclusi i turnisti), oggi il bis con sitin di protesta sotto gli uffici direzionali di TotalErg all'Eur. Due giornate di mobilitazione e fermo completo delle attività con blocco dei trasferimenti di carburante verso l'aeroporto di Fiumicino (rifornito al 70% dalle Raffinerie), Roma, Ciampino aeroporto e i depositi del Lazio, con prevedibili ricadute negative a breve termine su tutta la regione.

Maurizio Ceccaioni