Niente asilo per il 70% dei bambini

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Le graduatorie definitive delle scuole dell’infanzia del comune di Fiumicino svelano numeri impressionanti. Cifre che, ricorso più ricorso meno, ricalcano quelle delle liste provvisorie e rivelano come nel prossimo anno riuscirà a trovare posto, nelle strutture comunali, solo un bambino ogni 4. Per la precisione, dicono i dati pubblicati il 15 giugno scorso sul sito istituzionale, a fronte di 785 richieste totali ne sono state accolte 218, con buona pace (si fa per dire) dei 567 esclusi e dei loro genitori.

Nel dettaglio alla scuola “Lo Scarabocchio” su 60 richieste per il tempo pieno sono stati ammessi solo 26 bambini, mentre per il turno antimeridiano su 28 richieste sono stati ammessi in 11. Al “Faro Incantato” sono arrivate 171 richieste di tempo pieno, ma i posti disponibili sono solo 40. Per il turno antimeridiano 35 ammissioni su 100 richieste. “L’Aquilone” ha visto 68 richieste di tempo pieno, ma i posti sono 21; per il turno di mattina i posti sono invece 13, le richieste 44. “La Giostra” di Torrimpietra ha disponibili 18 posti per il tempo pieno a fronte di 78 richieste, per il tempo antimeridiano sono stati ammessi 2 bambini su 17 richieste. “La scatola magica” di Focene per il tempo pieno ha ricevuto 42 richieste a fronte di 20 posti disponibile, mentre per il turno di mattina si possono soddisfare solo 7 richieste sulle 17 pervenute. “L’Arcobaleno”, a Fregene, ha accettato per il tempo pieno 8 bambini su 63 richiedenti.

Uno scenario desolante e in progressivo peggioramento «ma d’altronde – commenta Massimiliano Chiodi, presidente del Comitato cittadino Focene – i numeri non possono che aumentare, visto che la città Fiumicino è in continuo aumento demografico e si appresta a raggiungere gli 80mila abitanti». «Non avere disponibilità di posti è inaudito – prosegue Chiodi – anche se le responsabilità non sono direttamente imputabili all’attuale Amministrazione. Di certo, però, in futuro bisognerà cambiare indirizzo, perché iscrivere un figlio alla scuola comunale deve essere un diritto e non un privilegio per pochi. In tal senso invito tutti i genitori dei bambini non ammessi alla materna a recarsi il primo giorno di lezione presso l’aula comunale – conclude Chiodi -. Sono sicuro che chi di dovere fornirà le risposte adeguate».

Diego Cappelli