Truffa ai vip, Lande condannato a nove anni carcere

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Nove anni di carcere. Questa la pena inflitta dalla IX sezione del tribunale penale collegiale nei confronti di Gianfranco Lande, accusato di un raggiro milionario in investimenti finanziari ai danni di vip ed esponenti della "Roma bene" attraverso una società con sede ai Parioli.

Il collegio, presieduto da Carmelita Russo, ha anche condannato il broker a pagare una multa pari a ventimila euro, nonché a risarcire le parti civili in separata sede, ossia davanti al giudice del tribunale civile. Il risarcimento dovrà essere pagato in solido anche dalla Carispaq e da Egp, banca citata nel processo come responsabile civile. Nessuna somma dovrà invece essere versata, invece da Bankitalia e da Consob, anch'esse citate come responsabile civile. La commissione di vigilanza, era presente nel processo però anche come parte civile. In questa veste, il tribunale ha stabilito che dovrà vedersi versato un risarcimento. danni.

 Il tribunale ha poi stabilito per Lande l'interdizione dai pubblici uffici perpetua, mentre l'interdizione legale per la durata della pena. Il collegio ha inoltre assolto il broker per quanto compiuto in data antecedente al primo luglio 1998 perchè allora il fatto contestato "non era previsto dalla legge come reato". I giudici, infine, hanno sospeso i termini massimi di detenzione in carcere per Lande. Tali termini, infatti, scadevano l'11 luglio prossimo. In questo modo, il broker dovrà restare detenuto almeno fino al termine del deposito delle motivazioni della sentenza, previste nel termine di novanta giorni.

Il sette giugno scorso il pm Luca Tescaroli aveva chiesto di condannare Lande a dodici anni e otto mesi di reclusione, nonché al pagamento di una multa pari a 24mila euro di multa per associazione per delinquere finalizzata all'abusiva attività finanziaria in relazione alla truffa da quasi 200 milioni di euro compiuta nell'arco di 15 anni ai danni di un migliaio di risparmiatori, di cui 317 costituitisi parte civile nel processo. Il consulente finanziario è in carcere dal 24 marzo del 2011. La sentenza è stata emessa dopo quattro ore di camere di consiglio al termine delle quali il presidente Russo ha letto un lungo dispositivo di sentenza per circa trenta minuti in cui sono contenute le somme che dovranno versate alle parti civili come spese che hanno dovuto sostenere per stare nel processo.

A cadere nella trappola del broker finanziario, soprannominato il "Madoff dei Parioli", furono nomi noti come Sabina Guzzanti, il padre Paolo, la soubrette Samantha De Grenet, l’attore David Riondino, l’erede della famiglia di pastai Francesca De Cecco, Enrico Vanzina, la sorella di Carlo Verdone, Silvia, l’ex portiere della Roma Calcio Doni, gli ex calciatori dello stesso club Stefano Desideri e Ruggero Rizzitelli.

"E' una sentenza scandalosa, che scandalo" è stato l'unico commento di Lande alla lettura della sentenza di condanna. Soddisfatti invece la Consob e il legale delle parti civili. “Siamo soddisfatti perché è stata accolta pienamente la nostra impostazione sulla vicenda” ha commentato il capo dell'Ufficio legale della Consob, Salvatore Providenti, presente alla lettura del dispositivo della sentenza che ha condannato il consulente finanziario Gianfranco Lande per un raggiro ai danni di esponenti della Roma bene. “La nostra soddisfazione è perchè hanno accolto le nostre richieste come parte civile con riferimento alla questione dell'ostacolo alla vigilanza – ha aggiunto Providenti – respingendo invece tutte le richieste di risarcimento dei danni contro la Consob”. “Finalmente giustizia è fatta” ha commentato l'avvocato Claudio Coratella, legale di numerose parte civili nel processo nei confronti di Gianfranco Lande. “L'odissea di tanti che hanno perso tutti i loro risparmi e' finita – ha aggiunto – Questa condanna farà scuola e sarà un monito per i futuri truffatori sulle conseguenza delle loro gesta”.