5mila euro per un permesso di soggiorno

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Rilasciavano falsi permessi di soggiorno e in cambio chiedevano fino a cinquemila euro. Sgominata ieri dalla polizia un'organizzazione dedita alla contraffazione di documenti per rilascio di permessi di soggiorno a cittadini extracomunitari. Alle prime ore dell’alba, gli agenti hanno dato esecuzione alle 5 misure cautelari in carcere richieste dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Tra le cinque persone arrestate (4 donne e un uomo) dagli agenti dell’ufficio Immigrazione di Roma, diretti da Maurizio Improta, figurano un funzionario per il centro dell’impiego di Roma e un commercialista proprietario di due Caf nelle zone del Quadraro e del Tuscolano. Le indagini sono partite nei primi mesi dello scorso anno, quando, presso gli sportelli dell’Ufficio Immigrazione di via Tefilo Patini, sono giunte numerose richieste di rilascio o rinnovo di permessi di soggiorno per motivi di “Attesa Occupazione”. Parecchi cittadini infatti, la maggior parte di nazionalità cinese, avevano allegato al kit postale, contenente l’istanza, una scheda professionale emessa dal centro per l’impiego di Roma che attestava l’iscrizione nelle liste di disoccupazione.

Alcune incongruenze riscontrate durante la lavorazione delle pratiche, come ad esempio le iscrizioni a liste di disoccupazione senza aver subito un reale licenziamento, ha insospettito gli agenti che a quel punto hanno iniziato una serie di verifiche. Altro motivo che ha avvalorato la tesi degli investigatori, il fatto che la maggior parte degli stranieri, hanno dichiarato di non comprendere la lingua italiana, fatto questo, contrastante con quanto dichiarato nelle schede compilate dagli addetti allo sportello del Centro dell’impiego. Alla luce di quanto riscontrato, i poliziotti si sono recati presso gli uffici del Centro per l’impiego e la stretta collaborazione con i dirigenti del dipartimento ha consentito di appurare la falsità della documentazione.

Nei giorni scorsi, gli investigatori, dopo aver perquisito l’abitazione di una dipendente del centro per l’impiego e gli uffici di due Caf, di proprietà di un libero professionista romano, già indagato per fatti analoghi, hanno scoperto un intensa attività criminale messa in atto dal commercialista con una molteplicità di soggetti coinvolti, finalizzata alla falsificazione e alla produzione di istanze per il rilascio di permessi di soggiorno a soggetti privi di qualsiasi requisito. Nel tempo il gruppo criminale è riuscito ad estendere gli ambienti operativi della propria attività illecita, convogliando nella Capitale, grazie al passaparola, numerosi cittadini extracomunitari provenienti da molte provincie italiane, che, pur di ottenere l’ambito documento, sono stati costretti a “sborsare” compensi oscillanti tra i 250 e i 5.000 euro. I componenti della "banda", che ieri mattina sono stati arrestati dagli agenti dell'ufficio Immigrazione e da quelli della squadra Mobile della Questura di Roma, dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al falso, all’immigrazione clandestina e al favoreggiamento della permanenza sul territorio nazionale di persone prive di requisiti.