I precari del tribunale in piazza

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Non si smorza la rabbia dei precari della Giustizia. Nei giorni scorsi i tirocinanti del tribunale di Velletri e di tutti gli altri uffici giudiziari di Roma e provincia (cinquecento in tutto) sono scesi nel piazzale del Consiglio regionale per chiedere un incontro urgente all'assessore alle politiche del Lavoro, Mariella Zezza.

«Un anno fa durante un'assemblea a Civitavecchia – esordisce il responsabile dell'Upg, Emiliano Viti – Zezza aveva affermato che i nostri tirocini presso gli uffici giudiziari si sarebbero trasformati presto in tirocini dei Cantieri Giustizia con la possibilità di vedere concretizzati i nostri sforzi. A fronte di questo invece abbiamo ricevuto a giugno una lettera dall'assessorato regionale al lavoro, in cui si comunicava – continua – che a settembre la nostra esperienza professionale non sarebbe stata rinnovata». Ecco spiegata dunque l'ennesima mobilitazione, volta a difendere un progetto di formazione apprezzato da tutti gli addetti ai lavori: dai funzionari ai presidenti di tribunale fino al semplice cittadino.

Un presidio disperato, che stavolta ha trovato la pronta risposta della stessa Zezza, che accompagnata da consiglieri regionali di maggioranza e opposizione ha voluto incontrare la delegazione dei precari: «L'assessore – evidenzia Viti – ha affermato la volontà di inviare una lettera al ministro della Giustizia Severino per chiedere l'apertura di un tavolo di trattativa con le parti preposte». Quello stesso tavolo che i 550 tirocinanti chiedono a gran voce da mesi e mesi ma che finora non è mai arrivato. Si spera adesso che la sollecitazione della Zezza abbia un suo peso istituzionale e induca il dicastero perlomeno a ragionare: «Per noi questo è un segnale importante e ci piacerebbe che la missiva dell'assessore partisse quanto prima, magari già questa settimana. Ripetiamo fino allo sfinimento: non capiamo perchè il ministro non vuole ascoltarci – tuonano infine dal sindacato -. Lo chiedono perfino i presidenti di tribunale e della corte d'appello, gli enti locali e le forze politiche».

Marco Montini