Rifiuti, le rivelazioni di “super” Cerroni

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Cerroni scrive a Sottile e il No Inc lo denuncia. In una missiva riservata, inviata il 12 giugno al commissario delegato per l’emergenza ambientale di Roma e provincia, il monopolista dei rifiuti sintetizza un’ipotesi di trattamento dell’indifferenziato della città che «consenta di collocare in discarica solo i residui ed evitare così l’emergenza». Un’analisi minuziosa che riassume la situazione della capitale e gli interventi necessari per lo scopo.

La Colari si dichiara pronta a «portare alla piena potenzialità i 4 impianti Tmb già operativi » e afferma tra l'altro che «va creata, senza indugio, contermine al complesso Ama di ponte Malnome una stazione di trasferenza, che in pandant con quella di Rocca Cencia», tratti le tonnellate di indifferenziato che non trovano collocazione. Nella nota lo schietto Manlio evidenzia che «il filone su cui si deve e si sta lavorando è l’incremento della differenziata» e, dopo aver rilevato la “singolare situazione” in cui viene a trovarsi Roma di fronte alla diffida Ue, si lascia andare a una domanda forse sibillina: «Perché a Roma e proprio a Roma è stato riservato questo particolare trattamento?». Un interrogativo, mutuato da una serie di spiegazioni, a cui Cerroni risponde: «Mistero (…). Qualcuno dovrà chiarircelo e ci riteniamo impegnati da subito a ricercare, anzi pretendere una risposta». A chi potrebbe riferirsi il monopolista? Arriviamo all’estratto della missiva, che ha scatenato la reazione del No Inc: «… a questo punto, assicurato il trattamento industriale di tutti i rifiuti, resta per Roma la chiusura del ciclo dei rifiuti (in base al piano regionale di gestione rifiuti, ndr) … che consiste nel: completamento delle 2 linee industriali del gassificatore di Malagrotta; realizzazione del gassificatore di Albano; va tenuto nella massima ed urgente considerazione il sostegno del Governo per gli investimenti necessari (da mutuare attraverso Cassa Depositi e Prestiti o altri Istituti Finanziari) … ».

Per il referente Castri «Cerroni tenta il colpo gobbo: chiede a Sottile di intercedere presso il Governo al fine di ottenere i soldi/fondi pubblici necessari – dice Castri – a costruire l’inceneritore di Roncigliano e completare quello di Malagrotta. La contestata sentenza del Consiglio di Stato sull’inceneritore di Albano, pur permettendo, di fatto, la costruzione dell’impianto, ha negato contestualmente i fondi pubblici Cip6». Castri poi sottolinea: «Cerroni alza il tiro e cerca di riavere, dal Governo, ciò che gli è stato negato dal Consiglio di Stato citando in modo esplicito la Cassa Depositi e Prestiti: un ente pubblico finanziario controllato al 70% dal Ministero dell’Economia». Quindi il referente si chiede: «In che modo Sottile potrebbe essere utile a Cerroni nella ricerca dei fondi pubblici necessari a costruire l’impianto di Albano e ad ultimare quello di Malagrotta visto che non ha, in questo caso, competenze specifiche in materia?».

La missiva cerroniana sarà dunque oggetto dell’azione legale del No Inc: «La lettera costituisce una nuova pressione indebita esercitata – dice Castri – impropriamente, nei confronti d’una istituzione pubblica». Stamattina il No Inc ha depositato il nuovo esposto penale nei confronti di Cerroni: «L’atto è stato inviato alla Dia, alla Procura, alla GdF, alla Corte dei Conti, alla Commissione Parlamentare sulle Attività Illecite connesse al Ciclo dei Rifiuti, alle presidenze della Repubblica e del Consiglio. Copia della denuncia al cda e all’ad Colari nella speranza di una smentita delle parole di Cerroni».

Marco Montini