Fuori i rom, partito ieri lo sgombero in via del Baiardo

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Sono iniziate ieri mattina le operazioni di sgombero del campo nomadi di via del Baiardo a Tor di Quinto. Le 300 persone all'interno delle 70 baracche censite, di cui 200 abusive, sono di nazionalità romena, circa l'80 per cento, mentre il restante 20 per cento macedoni. Ad assistere alle prime rimozioni il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, insieme al vicesindaco, Sveva Belviso.

«Dopo vent'anni finalmente chiudiamo questo campo tollerato – ha detto Alemanno – in cui c'erano 100 persone aventi diritto e circa 150 totalmente abusive. E' un campo che ha creato grandissimi problemi sul territorio, ha bloccato una pista ciclabile. E', inoltre, in una zona di esondazioni dove l'Autorità delle acque ci ha chiesto di fare questo sgombero, ed è su un territorio demaniale che deve essere utilizzato per altre cose». La zona, ha spiegato il sindaco «sarà profondamente riqualificata. Sia le persone che vivevano qui dentro sia i cittadini di questo quartiere, non avranno più nessun problema. Il Piano nomadi – ha proseguito Alemanno – è rivolto a chi ha diritto, 100 persone che andranno a La Barbuta, le altre avranno un campo di accoglienza in attesa che tornino nei loro Paesi di origine perché non hanno titolo per stare in Italia e a Roma. l Presidente del XX Municipio, Gianni Giacomini ha precisato che l'accampamento tollerato (ma abusivo) è a due passi dalla stazione ferroviaria dove venne uccisa, nel 2007, Giovanna Reggiani. Inoltre l’occupazione delle baracche avveniva dietro compenso di un affitto alle famiglie nomadi che lasciavano il campo e nel corso delle precedenti operazioni di sgombero parziale, avvenute tra il 2010 e il 2012, emerse un vero e proprio racket sull’affitto di tali baracche.

Un sospiro di sollievo e grande clamore mediatico per una operazione che tuttavia ha suscitato qualche voce di dissenso. E' il caso della Associazione 21 luglio che si occupa dei diritti dei nomadi per la quale campo di via del Baiardo è uno degli insediamenti storici della Capitale "tollerati" dall'attuale amministrazione comunale. L'associazione spiega che nei prossimi giorni le autorità intendono trasferire 96 persone di origine serba, nel nuovo «villaggio attrezzato » a La Barbuta. Ad altre 150 persone, solo donne e bambini, sarà offerta, accoglienza presso il centro comunale di via Visso 12, mentre ai rom rumeni, che non risultano essere presenti nei passati censimenti, sono state abbattute le baracche e sono stati invitati ad allontanarsi senza soluzione alternativa.

L'Associazione 21 luglio, accompagnata da un rappresentante dell'European Roma Rights Centre, ha seguito le diverse azioni che si sono svolte ieri all'interno dell'insediamento rilevando che non vi è stata alcuna consultazione delle famiglie rom che, senza alcun preavviso hanno visto i loro insediamenti occupati da forze dell'ordine, giornalisti e rappresentanti istituzionali. Il tutto sotto la minaccia che, chi avesse rifiutato di essere censito e di rilasciare la dovuta intervista, avrebbe dovuto immediatamente allontanarsi dall'insediamento. L'Associazione 21 luglio denuncia che l'imminente sgombero del campo è avvenuta senza il dovuto rispetto degli obblighi internazionali in materia dei diritti umani. «Preoccupa – ha dichiarato il presidente Carlo Stasolla- come l'Amministrazione Comunale, non potendo procedere, così come programmato, allo sgombero del campo di Tor de' Cenci, usi il pugno di ferro all'interno di altri insediamenti con modalità che non rispettano la dignità della persona umana».