Villa Adriana, la minaccia del cemento

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La villa di Adriano si salva dai rifiuti, ma rischia di essere minacciata dal cemento. Dopo quasi quarant’anni di contenzioso tra la famiglia Mezzaroma e il Comune di Tivoli, ricorsi al Tar e contrastanti delibere, la lottizzazione Nathan – nota anche come comprensorio Ponte Lucano – potrebbe avere presto il via libera. Ma oggi sono troppe le versioni e le posizioni che non tornano sulla vicenda.

E così ieri la Regione, su richiesta dei Verdi Lazio, ha provato a riunire tutti attorno a un tavolo. Presenti i consiglieri delle commissioni Urbanistica e Ambiente, le associazioni locali, l'assessore Luciano Ciocchetti e l'architetto del Comune di Tivoli. Il progetto consisterebbe nella realizzazione di edifici per 180mila metri cubi di cemento, in una zona ritenuta da cittadini e associazioni ambientaliste assolutamente inedificabile, per la vicinanza alla prestigiosa villa dell'imperatore. La maggioranza al governo della città tiburtina sventola lo slogan della «riqualificazione» per un’area in effetti completamente «degradata e ridotta a discarica a cielo aperto». Mezzaroma sostiene invece il proprio diritto di costruttore «per troppi anni vittima dei vincoli». La Regione, attraverso le parole di Ciocchetti in audizione, difende nella sostanza il progetto spiegando, carte alla mano, che non esistono timori per il futuro di Villa Adriana.

Contrari associazioni, comitati e Verdi che chiedono l’esproprio, una bonifica e la formazione di un parco archeologico pubblico che dia continuità alla villa, partendo dalla valorizzazione del complesso archeologico di Ponte Lucano, da decenni «nel degrado più assoluto». Il fronte dei no, in particolare, avanza dubbi sull'iter urbanistico e le concessioni, su cui sarebbero state riscontrate diverse anomalie "temporali". I Verdi temono invece la cancellazione dalla tutela “Unesco” e così hanno avanzato la richiesta di un incontro con il ministro Ornaghi rifiutata però da Ciocchetti, che sembra voler chiudere in fretta la faccenda. «Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di tale scelta – dichiara il presidente dei Verdi Nando Bonessio. E' un progetto che fa male a Villa Adriana e a tutta la città tiburtina che in cambio del cemento avrà uno spazio verde e niente più. Un oltraggio per un patrimonio così importante – continua. Noi andremo fino in fondo».

Carmine Seta