Valle del Sacco, il mistero della bonifica

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E’ scaduto l’ultimatum per la bonifica della Valle del Sacco e con l’atteso arrivo dell’estate 2012 sono tornati i fantasmi nelle aree dell’ex Bpd di Colleferro, dove in passato furono scoperte nel sottosuolo discariche altamente tossiche di residui industriali chimici. Le ex aree industriali, oggi inaccessibili, continuano a celare misteri e paure.

Le promesse di un anno fa sulla conclusione dell’intervento sono solo un lontano ricordo e l’annunciata “trasparenza” si è rivelata solo uno slogan di campagna elettorale. Oggi nessuno sa che cosa sta succedendo. Sono tornate le polemiche, tutti chiedono una risposta. Nei prossimi giorni è stata annunciata una conferenza dei servizi per fare il punto della situazione. Diverse le indiscrezioni, ma all’interno di un quadro confuso e disarticolato. Sul caso i deputati Carella, Gasbarra, Morrassut, Meta e Bratti hanno presentato un’interogazione al ministro dell’Ambiente per conoscere «lo stato della situazione».

«Le attività che la struttura commissariale doveva porre in essere non risultano realizzate – si legge in una nota stampa. Ad oggi la perimetrazione del sito risulta solo sulla carta e nonostante le zone in prossimità del fiume dovrebbero essere interdette, il foraggio prodotto lungo le sponde del Sacco continua ad essere usato per l’alimentazione del bestiame e va a finire nella nostra catena alimentare. Ci sono ritardi nella bonifica del sito denominato “ARPA 1”, mentre per il secondo sito ARPA 2, non è ancora partita la gara d’appalto, si registrano ritardi ancora più gravi nell’intervento dell’area dov’era situata la fabbrica. Ci sono dubbi sull’efficacia dell’esperimento della coltivazione di piante in alcune parti degli argini del fiume e che dovrebbero servire per la bonifica – continua la nota – mentre ulteriori perplessità nascono dalle modalità di smaltimento delle biomasse utilizzate per assorbire la molecola inquinante. Appare inoltre preoccupante la posizione del commissario Di Palma per i numerosi incarichi e consulenze che lo hanno visto legato a molti dei soggetti coinvolti nelle vicende ambientali di cui è stata vittima la città di Colleferro e l’intera Valle del Sacco».

Ad di là delle polemiche e in attesa di un riscontro da parte dell’avvocato Di Palma, che ha rimandato un confronto con Cinque Giorni a giovedì prossimo, rimangono i dubbi sullo stato della bonifica. A sollevare gli stessi quesiti dei deputati del centrosinistra è anche la Rete per la Tutela della Valle del Sacco, che nei giorni scorsi ha fatto richiesta di accesso agli atti. «Sappiamo – spiega Alberto Valleriani – che la bonifica del sito dell’Arpa 1 è in corso ma in una fase di stallo. Quella per l’Arpa 2 invece – aggiunge – in effetti deve ancora essere affidata. Di sicuro c’è fretta di chiudere gli scavi già avviati che potrebbero creare qualche problema all’area circostante». Più ottimista si dice invece il sindaco per cui «le due bonifiche sono in corso e verranno portate a termine nel giro di poco tempo».  

Carmine Seta