Rifiuti: risposte zero

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La Commissione bicamerale d'inchiesta sulle Ecomafie boccia in maniera netta Regione Lazio e Comune di Roma. «E' sufficiente esaminare la situazione emergenziale che attanaglia ormai da quasi un anno Roma e provincia – scrive la commissione – per percepire nitidamente il pregiudizio di fondo che sta alla base del sistema di smaltimento: questo si è semplicemente trasformato, per taluni, in un business tanto più conveniente quanto più gli enti preposti non hanno realizzato un ciclo integrato dei rifiuti finalizzato al loro smaltimento nel rispetto dell'ambiente».

La Commissione sottolinea inoltre come il termine “emergenza” sia stato usato assolutamente a sproposito per quanto riguarda il caso di Roma e del Lazio tanto che il problema, dopo diverso tempo, è ancora lontano da una soluzione vera. Ma ce n'è anche per i commissari prefettizi Giuseppe Pecoraro e Goffredo Sottile che nel periodo di carica hanno raggiunto «scarsi risultati non essendo stati in grado di individuare per tempo un sito di discarica alternativo a Malagrotta».

E proprio nel sito romano la Ecomafie vede «il segno evidente di un fallimento della politica ambientale nella regione, segno della mancanza di una efficiente programmazione da parte degli enti», dove manca «una politica ambientale di ampio raggio proiettata non solo alla soluzione delle problematiche contingenti, ma alla realizzazione di un ciclo integrato dei rifiuti». «Sono abbastanza preoccupato perché ho l'impressione che si stia ancora prendendo tempo. Bisogna sapere che il tempo sta per scadere e bisogna sapere qual e' la scelta che Roma fa. Sto aspettando che il Comune, la Regione e la Provincia mi dicano: 'Va bene, firmiamo insieme questo Patto per Roma e cominciamo a lavorare in questa direzione» – ha detto il ministro all'Ambiente, Corrado Clini, a margine della conferenza di presentazione della relazione.

Le critiche della Commissione non sembrano aver scosso più di tanto la presidente della Regione Renata Polverini, assente insieme a Zingaretti, secondo la quale «non c'è da fare nessun commento: l'obiettivo del piano rifiuti della Regione è stato raggiunto perché abbiamo sbloccato la procedura di infrazione che perdurava da alcuni anni. Su questo ad esempio mi piacerebbe vedere se la commissione si è espressa e mi piacerebbe apprendere come si era espressa nei confronti della Regione negli anni passati. La Regione ha fatto il proprio lavoro e non ha più intenzione di continuare ad occuparsi di responsabilità che attengono altri enti territoriali».

Più “timorata” la replica del sindaco di Roma Gianni Alemanno che rimarca come «quando in una città esiste da 40 anni un'unica discarica come Malagrotta c'è una responsabilità storica che si è accumulata nel tempo. Da questo punto di vista il giudizio della commissione è giusto, ma va sottolineato che negli ultimi due anni la correzione di rotta c'è stata. C'è stato un piano rifiuti realistico della Regione e da parte nostra un grande sforzo per muovere nella differenziata le risorse esistenti». Tranciante il parere del presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio: «Dalla Commissione Ecomafie arriva la più dura e solenne bocciatura delle politiche di Alemanno e Polverini. A questo punto non dovrebbero far altro che andare a casa». Bonessio ricorda anche che «si dice che la differenziata costa troppo, ma si tace l'incredibile costo giornaliero per Roma della proroga di Malagrotta che è di 264mila euro al giorno “devoluti” all’ultratrentennale monopolista».

Tiziano Pompili