Chiosco della discordia in piazza Cavour

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È bufera sull'approvazione del progetto di un chiosco in piazza Cavour. Secondo Alessandro Vannini, consigliere al Comune di Roma, delegato al piano città, il Municipio XVII ha rilasciato il permesso di far installare sulla Piazza una sorta di chiosco/gazebo per la somministrazione di generi alimentari «che – secondo Vannini – oltre a dequalificare quella che dal degrado è stata riportata agli splendori del progetto originale della fine del 1800, contribuisce a rendere la piazza meta di 'consumatori' selvaggi che potrebbero deturpare l'opera realizzata e inoltre trasformarla da luogo di ritrovo e aggregazione di giovani e meno giovani, come è oggi, a punto di riferimento per bivacchi e vandalismi, portatori di caos e di disturbo della quiete pubblica di giorno ed in particolare di notte, come, purtroppo molto spesso accade in alcune piazze Romane».

«Ricordo inoltre – aggiunge il consigliere – che la piazza non è stata ancora presa in consegna dall'Amministrazione Capitolina a causa dei necessari passaggi amministrativi, pertanto ad oggi è ancora in consegna alla società costruttrice del parcheggio che ne deve curare la manutenzione. Qualunque decisione sulla Piazza deve quindi essere approvata nelle sedi opportune perché risulterebbe modificativa del progetto originario. Porterò a tal proposito un'interrogazione nell'Assemblea Capitolina – continua Vannini – Sarà mia premura chiedere le delucidazioni necessarie al Municipio 17 e in particolare al vice presidente e assessore ai lavori pubblici, Alberto Del Gobbo, riguardo il chiosco di piazza Cavour, affinché venga chiarita questa situazione e venga garantita la qualità di vita dei cittadini e dei residenti e tutelata un'opera realizzata per la comunità». La battaglia del delegato al piano città contro il chiosco è appoggiata anche da Luca Aubert, capogruppo del pdl al XVII Municipio, e dai consiglieri municipali Luigi Avveduto, Antonino Gemmellaro, Lucio Monacchi, Fabio De Benedictis, Daniele D’Alessandro e Claudio Casano. «No a una Campo De' Fiori bis.

Un’iniziativa del genere può solo alimentare i disagi dei residenti, contribuendo alla diffusione selvaggia dell’alcool, del vetro e degli schiamazzi notturni. Pertanto chiediamo la rimozione immediata di questo progetto». La presidebte del Municipio , Antonella De Giusti, ha immediatamente replicato alle richieste di revoca della concessione e reso noto in una nota che «si tratta di un progetto fortemente voluto dal Gabinetto del Sindaco e concesso soltanto dopo l’approvazione di un tavolo tecnico centrale al quale sedevano le Soprintendenze. Detto ciò, il progetto è di qualità, c’è un programma culturale e ci sono dei progetti sociali che lo arricchiscono di contenuti ulteriori. Il Municipio XVII si limita a uno spazio denominato ‘Giardino delle Rose’ e nulla più.

Per quanto ci riguarda vigileremo affinché le regole stabilite siano rispettate e il gazebo non si tramuti da occasione sociale e culturale in un fattore di caos e di degrado. Non coglie nel segno, dunque, chi addebita al Municipio la responsabilità pura e semplice dell’installazione. I consiglieri di centrodestra, in particolare, a partire dal Consigliere Vannini, farebbero bene a rivolgersi per chiarimenti direttamente al Campidoglio, altrimenti sbagliano direzione».