Impianti, Frosinone contro Roma

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Il "giochetto degli Ato", come lo ha soprannominato qualcuno, messo in atto dalla Regione Lazio non convince affatto la Provincia di Frosinone, che è decisa a portare avanti la sua battaglia contro il piano dei rifiuti della Polverini. Nel provvedimento uscito da via Cristoforo Colombo Anagni e Paliano vengono inseriti nell'Ato di Roma e in quello di Frosinone vengono aggiunti comuni del sud pontino come Minturno, Gaeta, Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Spigno Saturnia.

Il primo effetto della disposizione è che il quinto sito per l’impianto di trattamento meccanico biologico di Castellaccio, confermato martedì anche dal prefetto, ricadrà nell'area romana. Un servizio per la capitale e i suoi turisti, dunque, che non servirà a niente all'area ciociara, perché l’impianto di Colfelice è sufficiente per tutti i novantuno comuni frusinati, compresi Paliano e Anagni.

Sul caso è sceso in campo ieri anche il presidente della Provincia, Antonello Iannarilli, che ha risposto piccato alle parole del prefetto dei giorni scorsi. «Non c’è nessun accordo tra il commissario per l’emergenza rifiuti nel Lazio, Sottile e la Provincia di Frosinone sulla realizzazione dell’impianto a Paliano – ha detto il presidente. Tanto è vero che la Provincia di Frosinone ha dato incarico legale contro il Piano dei Rifiuti. Quindi abbiamo una posizione chiara e netta. Noi non vogliamo in nessun modo i rifiuti di Roma anche perché già bastano e avanzano i nostri».

Oltre al sindaco di Paliano, si sono sollevati anche consiglieri regionali e deputati locali, che hanno annunciato petizioni e interrogazioni nelle stanze della politica. Quanto al popolo, sabato ci sarà la prima assemblea pubblica ad Anagni tra le associazioni della Valle del Sacco per decidere le iniziative da adottare. Non è esclusa un’azione di protesta.

Carmine Seta