La Barbuta, il caos dei trasferimenti

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«Se Alemanno dovesse venire oggi alla Barbuta, spero possa accorgersi di quanto sia sbagliata la politica di integrazione adottata dal Campidoglio. A cominciare dal Piano nomadi e dall'illogica scelta della Barbuta». Questo si era augurato ieri il sindaco di Ciampino, Simone Lupi nei riguardi del primo inquilino del Campidoglio.

Una doppia occasione mancata, verrebbe da dire, visto che alla fine dei giochi la visita del sindaco capitolino non c'è stata e con essa è svanita la possibilità, suggerita da Lupi appunto, che il «sindaco di Roma potesse finalmente accorgersi della scellerata decisione di realizzare il villaggio» della solidarietà ai confini con Ciampino.

Scherzi a parte, chi invece comincia a giungere alla spicciolata al fresco insediamento rom sono i 95 nomadi (gli abitanti storici del villaggio, per intenderci) del campo tollerato di via del Baiardo in zona Tor di Quinto. Tesi confermata d'altronde dall'assessore ai Lavori pubblici del XX Municipio, Stefano Erbaggi: «Al momento lo sgombero dell'insediamento non è totalmente completato ma sono comunque iniziati i trasferimenti delle famiglie» alla Barbuta. Il Campidoglio, dunque, spinge forte sul pedale dell'acceleratore (quello delle ruspe) per consegnare quanto prima il terreno di via del Baiardo al ministero dell'Economia e per dare ancora più slancio ad un Piano Nomadi, che Alemanno e la vicesindaco Belviso vorrebbero vedere completato già in estate.

In quest'ottica il villaggio della Barbuta assume connotati fondamentali e che cominciano a prender forma: le abitazioni infatti sono state assegnate, le chiavi delle casette date a tutti i vecchi residenti del campo e presumibilmente anche ai primi arrivati dall'ex insediamento del XX Municipio. Rimangono perplessità piuttosto su quello che sarà il destino degli “evangelisti” (qualche decina). Da quanto si apprende, ad oggi sarebbero gli unici insediati appena fuori dal nuovo villaggio, in attesa di essere trasferiti altrove. Non è dato sapere dove e quando. Avremmo voluto chiederlo ancora una volta alla Belviso, ma dagli uffici capitolini il remake è ormai palese: «La vicesindaco non rilascia dichiarazioni sulla vicenda».

Marco Montini