Seicento lavoratori Alitalia a rischio cassa integrazione

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A rischio cassa integrazione 600 dipendenti Alitalia. Il piano dovrebbe scattare entro il mese di ottobre, secondo quanto predisposto dall’amministratore delegato Andrea Ragnetti. Alla base dei tagli non solo l’attuale crisi economica e la diminuizione delle prenotazioni, ma anche lo stop dell’Antitrust al monopolio della compagnia di bandiera sulla tratta Linate-Fiumicino.

Il taglio, che non è ancora stato ufficializzato, riguarderebbe circa 400, 500 lavoratori con contratto a tempo indeterminato mentre i restanti sarebbero stagionali e dipendenti con il contratto a tempo determinato, ai quali non potrebbe essere rinnovato. La decisione, dunque, scaturirebbe dal costante calo delle prenotazioni che si è verificato nel corso dell’ultimo anno, dovuto sia dalla congiuntura economica che costringe molte persone a rinunciare ai viaggi ma anche dalla concorrenza delle compagnie low cost, che detengono ormai una buona fetta del mercato.

Inoltre, a pesare la decisione del Tar del Lazio di non concedere la sospensiva al provvedimento dell’Antitrust che impone al vettore di presentare entro il 17 luglio il dettaglio delle iniziative per liberare gli slot e aprire il mercato a nuovi competitor sulla Linate-Fiumicino. In lizza, oltre a Meridiana, EasyJet, che si è dichiarato decisamente soddisfatto. Sulla base del provvedimento dell’Agcom, dovrebbe essere operativo un nuovo operatore già dal 28 ottobre prossimo. In difficoltà anche Air France e Lufthansa che hanno informato di riduzioni di personale di circa 10mila dipendenti.

Mercoledì 18 luglio, intanto, disagi all’aeroporto di Fiumicino in occasione dello sciopero indetto dagli assistenti di volo del gruppo Meridiana fly che si asterranno dal lavoro dalle 10 alle 14. A rendere ancora più critica la situazione allo scalo romano, lo sciopero degli 890 dipendenti della società Flightcare Italia, che incroceranno le braccia per 4 ore, dalle 10 alle 14.

Maria Grazia Stella