Subsidenze, 53 abitazioni a rischio

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Su 190 abitazioni nel solo territorio di Villalba si registrano “danni molto gravi” nel 9,1% dei casi, mentre da “danno grave” sono interessati il 13,5% degli alloggi. Per i restanti 137 immobili viene classificato un “danno nullo o lieve”. Sono terminati i sopralluoghi richiesti dal Comune di Guidonia Montecelio all'Amministrazione regionale a seguito delle istanze presentate dalla cittadinanza al di fuori dello stato di emergenza (cessato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 luglio 2010) nell'ambito delle iniziative volte a fronteggiare i fenomeni di subsidenza che hanno interessato il comune di Guidonia Montecelio, nel quartiere di Villalba, e il comune di Tivoli, in quello di Tivoli Terme.

Lo rende noto una missiva del 7 giugno 2012 della Direzione regionale della Protezione Civile inviata al sindaco di Guidonia Montecelio Eligio Rubeis e al Comitato Città Termale “Tivoli Terme Villalba di Guidonia”. In allegato alla comunicazione l'elenco edifici visionati e dei rispettivi proprietari ai quali il Comune sta provvedendo a comunicare individualmente lo stato dei luoghi. Circa mille le famiglie coinvolte, che rischiano di veder sprofondare lentamente la loro casa a causa del lento e progressivo abbassamento verticale di un’area continentale “che può essere naturale o indotta in relazione”.

Tutti puntano il dito contro le vicine cave. Da anni si attende una risposta e di sicuro le notizie di ieri non hanno confortato certo i poveri residenti senza casa. I contributi richiesti e promessi dalla protezione civile, poi spariti e recuperati dagli uffici comunali, ora sembrano del tutto svaniti nel nulla. «In questi ultimi due mesi varie volte ho spulciato, con il mio staff, i finanziamenti e i fondi regionali per reperirvi somme da poter destinare ad interventi di ristrutturazione e consolidamento degli stabili di Villalba. – dichiara il sindaco di Guidonia Montecelio Eligio Rubeis – A tal fine è stato presentato, nell'ambito dei Plus Regione Lazio, un progetto per ottenere risorse da investire per il risanamento dei danni idrogeologici che però non è andato a buon fine. La verità è che gli enti sovracomunali non hanno risorse da destinare – continua Rubeis – e il problema è tale da richiedere un intervento straordinario del governo che metta a disposizione i fondi necessari per gli interventi».

Ad oggi sono stati spesi circa 60 milioni di euro per la messa in sicurezza degli immobili, ma tra lavori fatti male, ritardi e contributi che non arrivano, la popolazione esasperata è sul piede di guerra. I soldi sono arrivati dopo due anni, nell’ottobre del 2011, solo per 25 famiglie ed hanno coperto una parte dell’importo dovuto. Soldi ottenuti, tra l’altro, dopo proteste e manifestazioni dei cittadini esasperati; gli altri stanno ancora aspettando, almeno la prima tranche. Ora si rischia un buco nell’acqua.