«Troppe cisterne verso il depuratore»

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Non c’è pace per gli abitanti di Colli Aniene e per il depuratore Acea Roma Est. Da settimane infatti, i residenti registrano un traffico anomalo di autocisterne dirette verso l’impianto e cresce la preoccupazione per i miasmi che da anni tengono sotto scacco la zona.

Una parziale risposta alle apprensioni dei residenti l’ha data nei giorni scorsi la commissione Ambiente del Municipio V presieduta dal consigliere Roberto Santoro. L’Acea, che ha relazionato ai commissari, fa sapere che, «a causa del sequestro dei depuratori di Albano e Labico, l’impianto di via degli Alberini sta trattando le acque trattate provenienti da queste aree» ed è per questo che il traffico delle autocisterne è aumentato. Tale impiego però, a detta dell’Acea, sarebbe «ininfluente sulla capacità di lavorazione del depuratore». All’ingresso dell’impianto intanto è stato montato un semaforo portatile che regola l’enorme flusso di vetture e l’altro ieri, in orario pomeridiano sono giunte a via degli Alberini ben cinque autocisterne in soli dieci minuti. Sull’entità e sulla provenienza dei liquami trasportati, sia i guardiani che i conducenti dei mezzi affermano che si tratta di «acqua clorata» proveniente da varie zone dei Castelli romani, tra cui San Cesareo.

A non rimanere convinti di tali affermazioni sono però i residenti. Vincenzo Barsanti, del comitato di quartiere Colli Aniene chiede che «l’Acea documenti cosa sta succedendo, indicando che tipo di materiale sta entrando nel depuratore, che trattamento subisce e quanto questo influisce sull’emissione dei cattivi odori».

Vincenzo Nastasi