Vertenza Fiorucci, interviene il prefetto

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La prefettura prova a mettere ordine nella vertenza Fiorucci. A seguito dell’ostinato silenzio da parte dell’azienda di Santa Palomba sul “caso” dei sei lavoratori nella movimentazione merci tagliati fuori nel passaggio di commesse dalla cooperativa Ariete alla 2 Effe Group Service, venerdì è sceso in campo il sindaco di Pomezia Enrico De Fusco.

Dando seguito alla mozione presentata da Borgo Caratti (Sel) e votata all’unanimità nell’ultimo Consiglio comunale, il primo cittadino ha prima rinnovato la richiesta di un incontro urgente alla Fiorucci poi, riscontrando nuovamente la mancanza di qualsiasi volontà di dialogo da parte della società, si è rivolto al prefetto sottolineando la delicatezza della vicenda sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza.

«La risposta della prefettura è stata immediata – ha dichiarato De Fusco –. Il Capo di Gabinetto dott.ssa Vaccaro si è messa subito in contatto con me per avere chiarimenti sulla vertenza. Sarà lei a sollecitare l’azienda ad aprire un tavolo di confronto tra rappresentanti dei lavoratori e istituzioni. Sono molto preoccupato – ha concluso il primo cittadino – per ciò che sta accadendo, non soltanto perché siamo di fronte alla perdita di posti di lavoro in un periodo di grave crisi economica, ma soprattutto perché questi lavoratori rimasti fuori dall’appalto sono tutti riconducibili alla rappresentanza sindacale. Spero che, questa volta, Fiorucci dia una risposta positiva alle istituzioni che si sono messe in moto».

Finalmente un piccolo passo avanti nella battaglia intrapresa dai lavoratori in attesa che l’azienda (finora impassibile alle richieste dei sindacati, delle istituzioni locali e soprattutto della mobilitazione dei dipendenti andata in scena lo scorso 8 giugno) decida di prendersi le proprie responsabilità e dia le dovute spiegazioni ai non riassunti. Flai e Filt Cgil non vogliono solo capire i motivi per i quali sono state informate solo a giochi fatti del cambio di appalto e dell’esclusione dei sei dipendenti, ma anche e soprattutto contestare alla ditta la mancata osservanza delle norme che prevedono la conservazione del personale impiegato in occasione dei cambi di società appaltatrice: l’obiettivo è quello di scongiurare lo spettro della disoccupazione per sei famiglie, magari trovando un accordo che possa tenere dentro tutti i lavoratori, nessuno escluso.

Le possibilità, secondo i sindacati, ci sono tutte visto che la 2 Effe Group avrebbe già assunto altri dipendenti in aggiunta a quelli “confermati” ereditati dalla Ariete. Sempre che l’azienda non abbia operato di cesello: «La cooperativa subentrante – avevano fatto sapere la Cgil ma anche Sel nell’intervento in assise – non applica il contratto nazionale di riferimento alla movimentazione e alla logistica, bensì uno non di pertinenza con minimi tabellari più bassi, unicamente per abbassarne i costi a scapito dei salari dei dipendenti e i non riassunti sarebbero proprio coloro che hanno sollevato perplessità e dubbi circa l’applicazione del nuovo contratto».

Diego Cappelli