Fiumicino, differenziata al via: pioggia di critiche dai comitati

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Nuovo progetto, nuove polemiche. Nemmeno il tempo di essere presentato che il piano del porta a porta di Fiumicino capitolo secondo, al via a inizio settembre, raccoglie già le prime critiche. Venerdì scorso, nei locali dell’Uci Cinemas, il nuovo servizio di raccolta (in via sperimentale) è stato battezzato in una sorta di assemblea pubblica con il sindaco, gli assessori e dirigenti di settore e i rappresentanti dell’Ati che cura le gestione rifiuti incalzati dalle domande dei cittadini.

Dopo il fiasco del primo progetto pilota, che doveva partire a marzo a Parco Leonardo, Amministrazione e residenti si augurano che il tempo perso e le risorse comunque impiegate vengano finalmente messi a frutto e contribuire alla pulizia (da una parte) e alla salute di ambiente e delle persone (dall’altra) ma c’è già chi storce il naso, partendo dalla “location” individuata per testare mezzi e risultati. Le frazioni di Parco Leonardo e Pleiadi, infatti, non solo vengono definite per nulla esemplificative rispetto alla conformazione dell’intero territorio comunale ma «comprendono – attacca il Comitato Rifiuti Zero – appartamenti il cui taglio medio si aggira sui 45-50 metri quadrati, con cucine piccolissime.

Ebbene nonostante questo bisognerà mettere in casa 4 secchi dedicati ai rifiuti da 30 litri ciascuno, più la biopattumiera per l’umido. Avrebbe dovuto essere un cambiamento di rotta, invece ci sembra l’ennesimo buco nell’acqua – si legge nella nota -. uesto Si tratta di un non-progetto, perché mancano un’analisi approfondita delle caratteristiche dei quartieri interessati, dei condomini che possano fare da primo punto di raccolta, un piano preciso di come gestire razionalmente il ritiro dei rifiuti, la previsione di centri di raccolta per la grande distribuzione». Appaiono pochi anche i giorni per il ritiro dei rifiuti: tre volte a settimana per l’organico, uno (per le utenze domestiche, di più per quelle commerciali) ) per la plastica, carta e vetro e due per i rifiuti indifferenziati. In tanti, però, si augurano che almeno si inizi da qualche parte.

dc