Truffe, falsi quiz per entrare in Bnl: giro d\’affari milionario

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Una truffa milionaria ai danni oltre mille giovani di tutta Italia che sognavano di essere assunti alla Bnl. A capo dell'organizzazione, sgominata dagli agenti del Commissariato Trevi, c'erano tre donne: un'impiegata 40enne di una filiale della Bnl centro storico (che si presentava con un nome falso), una ex collega in pensione e la proprietaria di un atelier del centro molto conosciuta nel mondo dei vip e della moda. Due sono finite ai domiciliari e una in carcere con le accuse di associazione a delinquere, truffa e ricettazione.

Le tre donne avevano messo in piedi da due anni un sistema infallibile: organizzavano dei finti colloqui di lavoro in alberghi di lusso del centro promettendo, dietro un pagamento di una somma che andava dai 1.500 ai 4mila euro, una "scorciatoia" per entrare nella banca.

I giovani di tutta Italia venivano contattati tramite alcuni procacciatori e si recavano a Roma per superare le 5 prove d'ingresso (psico-attitudinale, prova di francese, di economia aziendale, comprensione critico-verbale e cultura generale) che venivano abilmente falsificate. Le truffatrici provvedevano, infatti, a riprodurre il logo della banca e a utilizzare gli stessi test proposti nei colloqui veri. A ogni esame partecipavano gruppi di circa 20 ragazzi.

"È colpa di Monti, altrimenti sareste tutti già entrati", dicevano negli ultimi mesi per giustificare il ritardo nelle false assunzioni. A quanto accertato dagli investigatori sono almeno mille i ragazzi truffati per un giro d'affari milionario. Il bonifico da parte dei candidati neolaureati avveniva prima di partecipare alla prova.

Le indagini sono partire da alcune segnalazioni. Ad insospettirsi sono stati anche gli stessi responsabili dell'ufficio legale della banca che in un forum avevano notato le lamentele di alcuni giovani per i ritardi nelle assunzioni. Al momento sono tre i procacciatori d'affari denunciati, tra cui il titolare di una scuola guida, ma proseguono le indagini per accertare se la rete sia più ampio. A casa delle arrestate sono stati sequestrati circa 7mila euro in contanti e faldoni con i curricula dei candidati.