Gli avvelenati dal lindano

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E' una "macchia" che non va via quella del Betaesaclorocicloesano, composto sottoprodotto del lindano, il velenoso pesticida prodotto a partire dagli anni '50. Come confermato dagli studiosi, la molecola BHCH, una volta assunta, «non scompare ma può solo aumentare». “Accrescimento” escluso dai nuovi studi in dirittura d'arrivo condotti dall'Asl e dai ricercatori dell'Università su mandato dell'ufficio commissariale della Valle del Sacco.

«Ancora non abbiamo i risultati completi – spiega Francesco Blasetti, direttore del servizio igiene degli alimenti e della nutrizione del dipartimento di prevenzione della ASL Roma G. Ma le prime analisi confermano quanto accertato dal precedente studio e cioè che la concentrazione della sostanza tossica è presente maggiormente nella popolazione residente a un chilometro dal fiume. Per gli altri casi presi in esame la contaminazione è di scarsa rilevanza».

Settecento le persone interessate (sottoposti a test di eco-doppler e analisi del sangue) e nessun caso di malattia da contagio è stata finora diagnosticata. Ma questo non esclude purtroppo l'allarme sanitario. L'"analisi di mortalità", condotta per il periodo 1997- 2000, aveva infatti evidenziato un aumento di mortalità per tumore dello stomaco e della pleura e per malattie cardiovascolari. L'"analisi di morbosità", eseguita separatamente per i periodi 1997- 2000 e 2001-2004, aveva poi rilevato nell'area 1 un eccesso di ricoveri per diverse forme tumorali, in particolare negli uomini. Sono stati inoltre osservati eccessi di ricovero per malattie cardiovascolari e asma negli uomini, disturbi del sistema nervosoperiferico e degli organi genitali in entrambi i sessi.

Le persone che hanno risieduto lungo il fiume hanno in pratica assorbito ed accumulato nel tempo pesticidi organici soprattutto tramite la via alimentare. I risultati della indagine mostrano che alcuni effetti sanitari possono essere ragionevolmente messi in rapporto con tali esposizioni. Nessuna cura è prevista per i soggetti interessati, l'unica medicina è la bonifica dell'area. Proprio oggi il commissario per l'emergenza Pierluigi Di Palma ha annunciato una conferenza dei servizi per sbloccare l'intervento nel sito dell'Arpa 2, passo fondamentale per la chiusura e caratterizzazione delle aree. Se tutto fila liscio entro aprile l'intera valle potrebbe tirare un sospiro di sollievo.

Carmine Seta