«Il nuovo impianto non serve a nessuno»

0
85

«Sottile, Alemanno e Polverini hanno tutti gli elementi per fermare il progetto dell’impianto di Tmb a Paliano». A pungolare, anzi spronare prefetto, sindaco di Roma e presidente regionale è il deputato Pd Renzo Carella che, di fatto, riaccende la discussione attorno alla struttura che dovrebbe nascere nella Valle del Sacco.

«Dagli atti della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Attività Illecite connesse al Ciclo dei Rifiuti, sulla base di testimonianze molto gravi come quelle dell’ingegner Stella della Colari, la società che gestisce gli impianti di Tmb di Malagrotta, si dice testualmente che ad Ama e Comune di Roma non conferiscono i rifiuti negli impianti di Tmb perché costa meno portare i rifiuti in discarica. Il direttore di Ama, se autorizzato, potrebbe trattare 2 mila tonnellate di rifiuti negli impianti di Rocca Cencia e Salario che, con le 1.500 tonnellate che si possono trattare presso gli impianti di Malagrotta 1 e Malagrotta 2 raggiungerebbero quelle 4.500 tonnellate di rifiuti al giorno del fabbisogno di Roma, al netto di una differenziata che è al 23%».

Per Carella l’impianto di Tmb a Paliano, con le mille tonnellate di rifiuti, andrebbe solo a peggiorare una situazione già molto grave da un punto di vista ambientale, con una spesa elevata per il trasposto da Roma a Paliano (80 km circa) e per l'impianto, per costruire il quale sarebbero necessari tre anni. «Non faremo solo opposizione per evitare che la Valle del Sacco venga definitivamente e irrimediabilmente sfigurata, ma andremo dalla Procura della Repubblica – “minaccia” Carella -, perché pur sapendo che ci sono soluzioni meno devastanti dal punto di vista ambientale si vuole continuare sulla strada della distruzione della Valle del Sacco con un nuovo impianto di Tmb».

Una forte opposizione è arrivata anche dal Coordinamento della Valle del Sacco (che riunisce associazioni, comitati, partiti politici e semplici cittadini), che ha ribadito i concetti in un'assemblea pubblica svoltasi sabato scorso ad Anagni. Sotto accusa le scelte emergenziali delle Capitale, il prefetto Sottile, il sindaco Alemanno, ma anche e soprattutto la Regione Lazio e la presidente Renata Polverini e il suo «sciagurato Piano rifiuti che ha unito Anagni e Paliano all'Ato di Roma e Provincia». Domani, infine, importante Consiglio comunale a Paliano con la maggioranza che proporrà un ordine del giorno per opporsi all'impianto.

Tiziano Pompili