Neonato morto in reparto: sei indagati

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Marcus, un bimbo nato prematuro all'ospedale Grassi di Ostia è morto al San Giovanni di Roma, dove era stato trasferito, a causa di un probabile errore dovuto allo scambio tra una flebo di soluzione fisiologica con del latte. Sul caso sono state aperte tre inchieste: della Procura di Roma, del ministero della Salute e interna all’ospedale. Il ministro Renato Balduzzi ha disposto ieri mattina l’invio immediato degli Ispettori per acquisire tutte le informazioni sul decesso del bambino.

Sarebbero almeno sei al momento le persone iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo. Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, la situazione è però "in itinere" e probabilmente nelle prossime ore il numero degli indagati potrebbe aumentare o addirittura raddoppiarsi. Si tratterebbe di medici e infermieri dell'ospedale. I carabinieri del Nas hanno sequestrato nei giorni scorsi la cartella clinica del piccolo. Gli inquirenti attendono alcuni esiti dell'autopsia per poter accertare le reali responsabilità di quanto accaduto. Sarebbe stata anche bloccata la cremazione del neonato, richiesta dai genitori nelle scorse settimane, per consentire gli accertamenti.

Gli ispettori, dice il ministero «dovranno chiarire anche il motivo del ritardo nella denuncia da parte del personale sanitario». La replica dell'ospedale è affidata al direttore generale Gianluigi Bracciale che afferma: «La direzione generale dell’ospedale, appena informata dell'accaduto, abbia immediatamente dato disposizione alla Direzione sanitaria di presentare denuncia all'Autorità giudiziaria ed ha avviato contestualmente una indagine interna. La stessa direzione generale ha informato i genitori del bambino di quanto avvenuto». «l 2 luglio – spiega Bracciale – sono stato informato dal Direttore Sanitario che in data 27 giugno nel reparto di Neonatologia ad un neonato prematuro era stata somministrata la nutrizione enterale per via endovenosa e che il successivo 29 giugno il piccolo era deceduto. Immediatamente ho dato disposizioni di notificare l’accaduto alla Autorità Giudiziaria e di avviare una indagine interna, in applicazione delle norme di legge e dei protocolli previsti in caso di eventi avversi». Il 3 luglio, infatti, la Direzione Sanitaria di Presidio ha denunciato il fatto alla Procura della Repubblica che si è attivata per quanto di competenza.

«Contestualmente – aggiunge Bracciale – ho chiesto alla Direzione Sanitaria, alla Direzione Sanitaria di Presidio ed alla Primaria facente funzioni del reparto di presentare una relazione sull’accaduto, che mi è stata trasmessa rispettivamente in data 4, 5 e 9 luglio». Il 19 luglio la Commissione di indagine interna ha consegnato alla Direzione generale pervenire le proprie conclusioni. Le risultanze della Commissione di indagine sono a disposizione della Procura della Repubblica. «La Regione aveva seguito con attenzione il caso, richiesto una relazione scritta e tutto ciò che è necessario dal punto di vista organizzativo per rimuovere tutti coloro che risultano coinvolti in questo bruttissimo e anomalo caso» ha detto il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, mentre Alfonso Mascitelli, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari ha auspicato «che il ministro Balduzzi venga a riferire in Senato. E' importante sapere cosa è andata storto: se si tratta di un errore dovuta ad un'imperdonabile leggerezza o se c'è stato, ad esempio, un tragico scambio di etichette sui flaconi».