Belviso contro la bretella a Tor De’ Cenci

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Sveva Belviso, vice sindaco di Roma, rimette in discussione una delle opere più importanti alla viabilità del Lazio per il semplice fatto che la Civitavecchia- Roma-Latina va a toccare il municipio dove Sveva prende i voti. Sembra incredibile, ma ieri l'avvenente vice sindaco ha presentato alla Pisana la raccolta firme per bloccare la realizzazione del ''Corridoio intermodale Roma-Latina" che dovrebbe essere realizzato da Autostrade del Lazio S.p.a., con 468 milioni di euro già stanziati.

L'opera, una bretella di circa 16 chilometri di autostrada, unirà la Civitavecchia- Roma alla Roma-Latina e, secondo il progetto, bypasserà il Gra, toccando le zone di Tor de Cenci, Villaggio Azzurro, Vitinia e Torrino-Mezzocammino, con un maxi viadotto, una galleria e un ponte sul Tevere di un chilometro e mezzo, alto 25 metri. La petizione, di cui la Belviso è una delle promotrici, è stata depositata anche presso i ministero dei Trasporti e Infrastrutture, Presidenza della Camera dei Deputati e Presidenza della Repubblica.

Nel documento si chiede di «bloccare la prossima convocazione del Cipe avente per oggetto l'approvazione del progetto definitivo della tratta A12 Roma Civitavecchia Roma Pontina, al fine di richiedere un ulteriore approfondimento ». «Nelle scorse settimane – ha detto la vice sindaco – abbiamo raccolto circa 5000 firme che dicono no alla parte della bretella che collegherà la Roma-Latina alla Roma-Civitavecchia… perchè il progetto è stato fatto in modo non consono a quello che noi riteniamo». Sin qui poco male, ma il piatto forte delle accuse di Sveva sta nel fatto che i pareri tecnici non sono arrivati al vaglio delle Commissioni, della Giunta e del Consiglio capitolino, mentre si tratta di un'autostrada sopraelevata che «esproprierà abitazioni, ledendo interessi terzi dei cittadini».

Insomma Sveva consiglia di rivedere il progetto e intanto si fa pubblicità anche se ci risulta che la Regione punti molto su quell'opera sino ad oggi contestata dagli ambientalisti più arrabbiati. Che a proporre uno stop al progetto sia poi una autorevole esponente della destra romana dimostra la scarsa coerenza o quanto meno la contraddizione fra le politiche della Presidente della Regione, la sua giunta e l'Amministrazione capitolina.

g.l.