Neonato morto, terminata nuova autopsia: tra le ipotesi anche un ritardo nei soccorsi

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Latte iniettato in vena, un'infezione o anche a un ritardo nei soccorsi. Queste le ipotesi al vaglio degli esperti che stanno svolgendo gli accertamenti medico legali sulla morte del piccolo Marcus Johannes De Vega avvenuta il 29 giungo all'ospedale San Giovanni. Stamattina il consulente nominato dalla Procura, il dottor Saverio Potenza, ha svolto l'autopsia sul corpicinio nell'istituto di medicina legale di Tor Vergata. Ancora da chiarire definitivamente le cause del decesso.

Allo stato gli unici dati che sembrano essere certi sono che Marcus era nato sano e dopo una lieve crisi respiratoria, le sue condizioni si erano stabilizzate, ma comunque, essendo prematuro, aveva bisogno di particolari attenzioni. La somministrazione di latte per via endovenosa del 27 luglio però ne avrebbe compromesso lo stato di salute in maniera seria. Si tratta di una seconda autopsia per Marcus, una "revisione" del primo esame autoptico, "già molto scrupoloso" svolto dallo stesso Potenza.

Sembra decisiva anche l'analisi della cartella clinica per "stabilire la tempistica dalla nascita alla morte" del piccolo. Gli accertamenti comunque devono ancora essere completati. Le verifiche dei consulenti continueranno il 3 agosto ed entro il 10 dovrebbero essere terminate così da fornire ai pm un quadro completo per valutare in modo più chiaro le posizioni dei venti indagati.