Parco del Treja, \”fototrappolato\” un gatto selvatico nella notte

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Un gatto selvatico è stato "fototrappolato" nella notte nel Parco del Treja. Il "fototrappolaggio”, è la tecnica per fotografare gli animali che passano di notte nell’area protetta. La macchina fotografica, che scatta foto con un meccanismo attivato da qualsiasi movimento nell’area circostante, ha catturato immagini di molti animali: istrici, martore, tassi, volpi e anche un probabile esemplare di gatto selvatico. Anche se la foto ferma un’immagine piuttosto angolata, alcuni elementi distintivi del mantello: striscia nera laterale sulla testa e quella dorsale, evidenziano talune peculiari caratteristiche della specie. La presenza del gatto selvatico è comunque testimoniata con certezza dal rinvenimento di un altro esemplare, recuperato nel recente passato nell’area protetta, le cui analisi del DNA hanno confermato le prime ipotesi positive desunte dall’aspetto dell’animale.

Secondo un comunicato stampa del Parco del Treja, “la progressiva distruzione degli habitat, l’inquinamento, le interferenze umane, hanno ristretto sempre più il terreno di caccia del gatto selvatico, riducendo i suoi spazi vitali. L’animale, molto elusivo, è difficile da avvistare e l’uso delle fototrappole è uno dei pochi mezzi per valutarne la presenza".

“L’area del parco è sostanzialmente in equilibrio dal punto di vista ambientale, questo ci conferma la presenza del gatto selvatico – osserva Valeria Gargini, naturalista del Parco del Treja, che aggiunge – il felino infatti si trova all’apice della catena alimentare e quindi la sua presenza testimonia la buona salute del territorio ed è una riprova che un ambiente tutelato lo rende un forziere di biodiversità, un tesoro in termini ecologici dal valore non trascurabile. Le tante specie osservate intorno alle sponde del fiume Treja suggeriscono che lungo le rive del corso d’acqua e nei boschi circostanti c’è una presenza animale costante, diffusa e molto diversificata, che insieme alla varietà di alberi, fiori e piante ci restituiscono un ambiente vitale, la cui naturalità è anche il primo elemento della sua bellezza".