Emergenza maltempo: due ore di pioggia e la città va in tilt

0
24

Piove e, come al solito, Roma si ritrova con le strade allagate come Bombay: con la differenza che a Roma non è arrivato il monsone né lo tsunami, ma, come riferisce lo stesso Campidoglio con una nota stampa, 2 ore di precipitazioni, equivalenti a uno strato d'acqua tra i 20 e i 60 millimetri. Eppure intere zone della città sono rimaste bloccate.

Le più colpite quelle del XII e XIII Municipio, dove spesso anche di recente si è costruito anche su zone a rischio esondazione: i disagi più gravi a Ostia , Dragoncello, con le vie del Mare e di Castelfusano trasformate in canali veneziani. Non è andato meglio nei mega quartieri dormitorio costruiti  attorno all'Eur quali Torrino, Mostacciano e Grottaperfetta.   Allagata anche la via Pontina, la via Ostiense, S.Paolo. La pioggia ha creato gravi disagi a Porta Maggiore, largo Preneste, via dei Gordiani, via Tiburtina e via Salaria.

Come ammette la stessa nota diffusa da Roma Capitale, oltre ai Vigili del Fuoco, sono dovute intervenire le squadre di operatori e volontari della Protezione civile, costrette ad effettuare circa 150 gli interventi eseguiti nel corso della notte per far fronte non solo alle emergenze degli allagamenti ma anche quelle delle cadute di alberature, e, sopratutto, al problema numero 1 della Roma sotto la pioggia: tombini e caditoie ostruiti.

Se il Campidoglio ammette che “il dispiegamento del dispositivo contro il rischio maltempo ha  consentito la di-sostruzione di tombini e caditoie sulle principali direttrici di traffico (favorendo cosi' il deflusso delle acque e prevenendo allagamenti che avrebbero influito sul regolare andamento del traffico nel giorno della ripresa delle attivita' lavorative”) si guarda bene dall'informare che dopo il grande piano di di-sostruzione della Giunta Veltroni, nessuna efficace attività è stata pianificata per prevenire gli allagamenti delle strade che mettono in ginocchio Roma anche dopo una semplice perturbazione.

I bollettini meteorologici prevedono ancora pioggia e maltempo fino a mercoledi, e le zone più a rischio rimangono sempre quelle costiere e dei settori sud occidentali. Sarebbe auspicabile che Roma Capitale oltre a “monitorare la situazione meteorologica in costante contatto con le istituzioni regionali e nazionali, confermando lo stato di allerta a tutte le proprie strutture operative fino alla cessata esigenza”, iniziasse a lavorare per prevenire gli allagamenti con un serio piano di interventi su tombini e caditoie e ancor più con un piano urbanistico di verifica e restauro degli impianti di scarico più obsoleti e insufficienti, a partire dalle borgate fino al Centro Storico,  con un pianificazione seria capace di bloccare la costruzione su zone a rischio idrogeologico.

Silvio Talarico