Il degrado della foce dell’Aniene

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“Avevo fatto un  sopralluogo sul Tevere, con la barca della protezione civile “Ares Antemnae”, per valutare lo stato di salute delle acque.  Ho riscontrato una  situazione  di degrado,  incuria   ed abbandono, in tutto il tratto compreso da via Foce dell’Aniene al viadotto di Corso Francia, aggravato dalla presenza di numerose tubazioni di scarico delle acque nere – fogne di acque fecali – provenienti  dalla  baraccopoli abitata da cittadini in prevalenza filippini, costruita abusivamente in via Foce dell’Aniene.” Così ci ha scritto il consigliere del secondo municipio Massimo Inches documentando il suo sopralluogo con le foto che pubblichiamo in parte.

Da notare che sino al recente sgombero vi scaricavano le acque nere anche i nomadi del campo di via del Baiardo. Una situazione intollerabile sottolineata dal proprietario della barca che accompagnava Inches nel suo tour fluviale, il quale gli segnalava  che ritirando le sue reti per le anguille, le trova sempre intrise di  fanghi, che ricopre oramai tutto il letto del fiume, mentre un suo amico pescatore, dopo essersi toccato inavvertitamente la bocca, era stato ricoverato un mese n ospedale, perché ammalatosi di tifo.

Analoga situazione Inches segnala in via Foce dell’Aniene, a causa delle baracche dei filippini. Una  scena da favelas con tuguri costruiti con materiali di recupero, addossati tra di loro, privi di acqua e fogne, forniti solo di energia elettrica, su di una strada dissestata, piena di buche, dove i bambini giocano col pallone tra i topi. Lì vivono circa 40 famiglie, in maggior parte  filippini, quasi tutti occupati nei lavori domestici nelle case dei Parioli, fatta eccezione di qualcuno agli arresti domiciliari per spaccio della pericolosa droga cristallina shaboo da 400 €uro al grammo.

Gli scarichi della baraccopoli sono sparsi anche nei campi, quando non finiscono nel Tevere, in pozzi neri a  dispersione, inquinando il sottosuolo e le falde idriche. Per di più tutta la zona è dichiarata inabitabile dalle leggi regionali, trattandosi di area golenale, soggetta ad allagamenti per l’esondazione del fiume, tanto che in molte occasioni le forze dell’ordine sono dovute intervenire per trarre in salvo gli occupanti abusivi.

La polizia municipale in passato ha denunciato molte di queste persone per abusivismo edilizio, ed  il II municipio ha stilato una lista di manufatti da abbattere, dove sono inserite anche alcune  baracche di via Foce dell’Aniene. Ma occorre fare presto per impedire ulteriori danni e contaminazioni nel Tevere e nei terreni circostanti. Nel frattempo il battagliero consigliere de La Destra chiederà alle forze dell’ordine ed all’ARDIS di fare la loro parte, verificando anche lo stato del terreno a strapiombo sul fiume, appesantito dalle piogge e dalle baracche abusive.