Cherosene nel fosso: danno ambientale

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Si è tenuto questa mattina, alle ore 11, il tavolo di confronto voluto dal sindaco di Pomezia Enrico De Fusco per capire cosa c’è dietro la fuoriuscita di cherosene che lunedì mattina si è riversata nel Fosso di Campo Ascolano, a Torvaianica.

Gli idrocarburi, provenienti dall’aeroporto militare di Pratica di Mare, hanno ricoperto l’acqua del canale, sin dalle prime luci dell’alba, di una densa schiuma, che si è poi trasformata in vistose macchie marroni, provocando la moria dei pesci del fosso e rendendo l’aria dell’intera zona irrespirabile per l’intera giornata.

L’allarme era scattato poco dopo le 7, con i cittadini svegliati dal forte odore di carburante che proveniva dal canale che attraversa via Po. Sul posto erano immediatamente accorse le pattuglie delle varie forze dell’ordine, insieme a un mezzo della Protezione Civile Echo, mentre nella tarda mattinata si erano aggiunti anche i tecnici del Comune e quelli dell’Arpa Lazio, per effettuare i prelievi nelle acque del canale. Nel primo pomeriggio, per arginare il pericolo di inquinamento, erano state posizionate alcune “panne” per bloccare le macchie di petrolio e filtrare l’acqua, mentre verso le 21 era arrivato il primo mezzo disinquinante inviato dal Comando dell’Aeroporto, a cui si era poi aggiunta una seconda autobotte poco dopo la mezzanotte.

Su via Po il dispiegamento dei mezzi era incredibile: due camion ed un’auto dei Vigili del Fuoco, una camionetta “sicurezza volo” dell’Aeronautica, un’ambulanza, una pattuglia dei carabinieri, un mezzo della protezione civile e diverse auto della Guardia di Finanza. Sul posto insieme ai tantissimi cittadini, dalla tarda serata di martedì fino a notte fonda, anche il primo cittadino di Pomezia e il suo vice, Massimiliano Cruciani, oltre a due alti graduati dell’Aeronautica e della Guardia di Finanza.

E proprio dall’area utilizzata da quest’ultima sembra che sia avvenuta la perdita di carburante. Ancora non è chiaro se si è trattato di un incidente o di incuria: in queste ore sono ancora in corso le indagini per appurare eventuali responsabilità. La perdita di cherosene, proveniente da un deposito carburante della Guardia di Finanza situato all’interno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, ha come origine un probabile malfunzionamento dell’impianto, da subito completamente svuotato e messo in sicurezza grazie all’intervento del personale della base e di una ditta specializzata in bonifiche ambientali, come dichiarato dai responsabili del “De Bernardi” attraverso una nota stampa.

«Dobbiamo mettere fine una volta per tutte a questi rischi – ha dichiarato il sindaco De Fusco – L’Amministrazione comunale prenderà una pozione molto dura sull’accaduto. Per cominciare, farò un’ordinanza che vieta la pulizia dei serbatoi nei pressi del fosso, anche se posizionati all’interno del territorio militare: è impensabile che possano succedere cose di questo genere. Se dagli accertamenti dovessero emergere responsabilità da parte di qualcuno, prenderemo i dovuti provvedimenti ». Già tre anni fa nel fosso vennero riversati inquinanti provenienti sempre dall’Aeroporto militare.

Maria Corrao