Asilo Doremi distrutto dalle fiamme

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Invaso dai topi e dall’amianto, pronto per essere abbattuto e ricostruito, poi occupato e sgomberato. L’asilo nido “Doremi Diverto” di Ostia ha un passato lungo e tormentato alle spalle. L’ultimo capitolo lo ha scritto il fuoco che, la sera del 10 settembre, ha avvolto la struttura di via Adolfo Cozza.

Mezzo quartiere è sceso in strada quando intorno alle 22 si è alzata sulla città una densa nube di fumo e fiamme. I Vigili del fuoco hanno impiegato ore per domare un rogo ad alto rischio. L’ex asilo infatti nascondeva amianto bonificato, uno dei motivi per cui il plesso doveva essere demolito. Il Municipio XIII aveva presentato il progetto di riqualificazione a luglio 2011: due milioni di euro stanziati per ricostruire l’asilo nel segno della bio-edilizia.

Con i lavori che non partivano però gli sfollati del territorio ne avevano subito approfittato, occupando lo stabile per due settimane, fino allo sgombero forzato. Le ruspe avevano abbattuto in parte il fabbricato per evitare nuove occupazioni. Lo scorso luglio a ricordare al Comune che i lavori dovevano partire entro l’estate, ci ha pensato Casapound che, insieme ai genitori dei bimbi della Doremi, avevano presidiato simbolicamente il plesso per alcune ore. «Amianto nell’aria, rischio per la salute pubblica dopo il rogo. – ha sottolineato Marco Noli del Prc del XIII – Chiediamo il rinvio dell’apertura delle scuole circostanti». Un allarme condiviso anche dalla responsabile della Biblioteca comunale Elsa Morante, situata a due passi dall’asilo.

«Siamo preoccupati per le polveri sollevate nella notte ma anche per le operazioni di bonifica che si stanno svolgendo con alcune ruspe, senza protezioni né interventi preventivi di messa in sicurezza», ha denunciato ieri Donatella Zapelloni. Ma dal Municipio rassicurano come “nel corso delle attività di chiusura della struttura, non è stata riscontrata presenza di amianto nè nelle coperture, nè nelle pareti perimetrali”. Intanto però le operazioni di bonifica effettuate ieri mattina sul luogo del disastro, si sono svolte solo dopo i controlli dei livelli radioattivi nell’aria, attraverso uno sniffer, strumento in grado di verificare la presenza di amianto nella zona dell’asilo bruciato. Minime tracce ne sono state riscontrate. Sulle cause dell’incendio indagano i Carabinieri: nessuna pista è esclusa, dal dolo all’incidente. Scongiurata l’ipotesi che al momento del rogo potesse essere presente qualche clochard all’interno della struttura.

Valeria Costantini