Monti dell’Ortaccio, invaso abusivo

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Gli scavi per l'invaso di Monti dell'Ortaccio non erano stati autorizzati. L'ufficialità di quella che fino a ieri era solo una supposizione dei comitati cittadini è arrivata ieri in una nota del comandante del XV Gruppo della Polizia Municipale, Lorenzo Botta. Dalla sua relazione risulta che «le attività di preparazione dell’invaso, che si vorrebbe destinare alla nuova discarica di Roma, sono completamente prive di autorizzazione».

In sostanza non ci sarebbe stato alcun via libera nè dal X Dipartimento di Roma Capitale nè dalla Regione Lazio, così come vuole la prassi. «La Giovi S.r.l. (che ha in uso l’area di 20 ettari) – si legge nel documento – non produceva tra i vari e voluminosi atti documentali, alcuna autorizzazione rivolta e ai movimenti di terra e alla stessa escavazione».

La richiesta di verifica era partita, con data 1 agosto, dal presidente del Municipio XV, Gianni Paris, che aveva chiesto di esaminare le 2000 pagine presentate dalla Giovi srl. La documentazione raccolta è già stata consegnata al pm Galanti, titolare delle indagini sulla questione di Monti dell’Ortaccio, che verificherà così la presenza o meno di un illecito. Per il presidente Paris si tratta però già di «una novità clamorosa in grado di costituire un ostacolo insormontabile per ogni ipotesi di una nuova discarica a Monti dell’Ortaccio». Il minisindaco della Valle Galeria va poi oltre e si chiede «che fine hanno fatto i milioni di metri cubi di terra asportati da Monti dell’Ortaccio per realizzare l’invaso e se, in proposito, si può parlare per questa terra rimossa di traffico illegale di rifiuti e, quindi, di un vero e proprio disastro ambientale, visto che anche per lo smaltimento non è stata riscontrata alcuna autorizzazione a procedere».

Per Codici vanno posti subito i sigilli. «E’ una notizia che non lascia che un solo commento – dichiara il segretario nazionale del Codici, Ivano Giacomelli – quello di invitare a mettere subito i sigilli all’area in oggetto. Questa notizia non lascia dubbi sul fatto che la discarica non si debba assolutamente fare». D'accordo anche Federico Rocca, consigliere di Roma Capitale. «Oltre a chiederci cosa sia accaduto e a rimetterci alle indagini della procura – dice il consigliere – mi auguro che ciò possa contribuire a cancellare l'ipotesi di realizzare la discarica temporanea in questo sito. La conferenza dei servizi non potrà far finta di niente e dovrà tener conto anche del problema ambientale che insiste su quel quadrante della città, dopo 30 anni di Malagrotta non si può continuare a vessare i cittadini della Valle Galeria che sono giustamente esasperati. Nel dire no a Monti dell'Ortaccio – aggiunge Rocca – voglio chiedere ai rappresentanti delle istituzioni di individuare insieme un sito idoneo che escluda la Valle Galeria, così come è urgente individuare il sito definitivo, certo è che se in questo frangente non si riesce ad individuare un sito temporaneo non sarebbe uno scandalo prendere in considerazione l'idea di mandare i rifiuti all'estero o negli impianti del Nord Italia».

Rocca ha annunciato per venerdì un incontro con i parlamentari europei e i cittadini proprio sul caso delle autorizzazioni. Tutti si augurano ora una presa di posizione del sindaco dopo le promesse ai residenti durante la visita di sabato scorso. «Prendo l'impegno di mandare i vigili sui lavori che stanno facendo e vedere se ci sono le autorizzazioni. Se non ci sono bisogna fermare i lavori» – aveva detto il primo cittadino. Delle divise bianche capitoline non c'è stata finora traccia, quanto allo stop solo il super commissario Sottile può decidere in merito. E sarà difficile un pronunciamento prima della conferenza dei servizi del 24 settembre. I cittadini di certo non vogliono aspettare e per questo si riuniranno oggi in audizione a Villa Bonelli per intraprendere nuove iniziative di lotta.

Carmine Seta