Strade colabrodo a Portuense

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Continuano ad aprirsi voragini sul manto stradale del quartiere Portuense dichiarato a rischio dissesto idrogeologico per il quale nonostante i milioni di euro stanziati non è ancora partito nessun intervento di messa in sicurezza. Infatti da alcuni giorni si possono notare profonde e larghe crepe sul quadrante comprendente via S. Benucci – via G. Fuggetta – via V. Statella a ridosso della già nota via G. Valli chiusa al traffico da anni proprio per il cedimento del manto stradale.

Inoltre in via V. Bonelli si son verificate anche cospicue fuoriuscite di acqua dovute probabilmente a rotture del sistema fognario causando così molti problemi e rallentamenti al traffico locale. Per questo è stata chiusa al transito delle auto via G. Fuggetta. Attualmente l’Acea sta provvedendo ad uno screening della sistema fognario della zona e in accordo con l’Ufficio Traffico e Viabilità del XV Gruppo della Polizia Locale di Roma Capitale ha stimato che ci vorranno almeno trenta giorni affinché la situazione torni alla normalità.

Secondo l’associazione di cittadini Portuense – Santa Silvia tutti questi problemi e il continuo staccamento tra i muri e il manto stradale, soprattutto a viale P. Colonna e via Valli, dimostrano come il dissesto sia in atto «Noi chiediamo che avvenga immediatamente lo sblocco dei fondi stanziati anni fa dal Ministero per il dissesto – afferma un cittadino dell’associazione – solo se c’è un progetto particolareggiato per la zona e l’immediato stop di qualsiasi tipo di lavori e costruzioni edilizie. Purtroppo un mese fa abbiamo saputo che il Municipio aveva autorizzato degli scavi geognostici che noi abbiamo immediatamente bloccato – conclude il cittadino – per questo vogliamo che la vicenda sia trattata a livello nazionale poiché dall’amministrazione locale non c’è volontà di ascoltare i cittadini».

Perdite d’acqua e avvallamenti tra via Giannetto Valli e via Statella erano già state segnalate una settimana fa da Augusto Santori, consigliere del Pdl del Municipio XV dopo un sopralluogo.«Gli stanziamenti posti in essere da Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente – insiste Santori – non sono sufficienti. Chiediamo al ministro un ulteriore investimento per migliorare la situazione della zona».

Ivan Selloni