Ciampino, campo rom La Barbuta Il tribunale: «Trasferimenti legittimi»

0
40

«Non esiste alcun carattere discriminatorio nella condotta del Comune di Roma nel realizzare attraverso il piano nomadi il trasferimento in strutture ufficiali e la chiusura di tutti i campi tollerati o abusivi». Questa la motivazione con la quale il Tribunale civile di Roma ha accolto ieri il ricorso del Comune di Roma sulla decisione in primo grado che aveva di fatto bloccato i trasferimenti a La Barbuta dai campi abusivi.

Richiesta di sospensiva avanzata da alcune associazioni contro il Comune, che l'avevano spuntata in prima istanza. «È stato riconosciuto che il principio alla base del piano era corretto e non discriminatorio – spiega il vicesindaco Sveva Belviso – Ora possiamo finalmente proseguire con i trasferimenti che per un bel po’ di tempo erano stati sospesi. La nostra soddisfazione è doppia perchè ci è stato dato ragione sia nel merito che nel metodo. Inoltre il tribunale ha riconosciuto che l'operazione di trasferimento non ha nulla di coatto. Il trasferimento infatti avviene solo se l'interessato accetta. E dunque non può dirsi discriminatoria l'assegnazione di un alloggio che l'interessato può liberamente rifiutare. Inoltre l'assegnazione in comodato è temporanea avendo la durata di due anni ed anche chi decidesse di trasferirsi può andarsene quando vuole».

Belviso ha precisato inoltre che l'elemento razziale è secondario nella scelta delle persone da trasferire nel villaggio di nuova costruzione in quanto «se è pure vero che si parla di nomadi è altresì vero che il piano riguarda solo quelli tra questi che non hanno una dimora migliore. Una persona nomade che vive in una condizione abitativa accettabile non sara' interessata dal trasferimento. Quindi non è tanto l'appartenenza etnica ma la condizione abitativa attuale a determinare il trasferimento». A tale scopo il vicesindaco ha annunciato lo studio di un regolamento anche per i senzatetto. Soddisfazione anche dal sindaco Alemanno.

«C'era stata una sentenza incredibile – ha detto il primo cittadino – che ci aveva accusato di segregazione, di mancanza di umanità, insomma di non rispettare i diritti umani. Noi avevamo detto che invece dovevamo far funzionare quel campo per sgomberare tanti accampamenti e campi abusivi con condizioni sanitarie intollerabili». Il 26 ci sarà la sentenza su Tor De Cenci dove è stata avanzata una precisa richiesta di evacuazione da parte della Asl perché non agibile.